PROTETTORI SOLARI

NELLE VOSTRE MANI…
3 Settembre 2019

LA CORRETTA APPLICAZIONE DEI SOLARI

Anche se ancora il concetto non è chiaramente entrato nelle abitudini, la prima protezione solare è il “buon senso”, perché non basta la singola “canonica” applicazione della crema protettiva per prevenire i rischi da radiazione UV. Evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, non esporre i bambini piccoli direttamente al sole, usare sempre prodotti per la protezione solare, stare all’ombra, indossare indumenti e cappelli… sono tutte norme comportamentali che dovrebbero ormai far parte del normale comportamento sotto il sole, come anche la Raccomandazione della Commissione del 22 settembre 2006 (2006/647/CE) sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni ha chiaramente descritto. I prodotti di protezione, definibili “fotoprotettori topici”, sono ormai un baluardo sicuro ed affidabile nei confronti dei danni fotoindotti, ma è almeno per ora impossibile ottenere una protezione al 100%. Non è vero quindi che è sufficiente l’applicazione della crema solare per non incorrere nei problemi cutanei che la radiazione UV comporta. Se all’utilizzo di questi prodotti si associa anche l’assunzione adeguata di sostanze antiossidanti con la dieta (come quelle contenute in molta frutta e verdure di stagione), si otterrà una strategia antisolare “multitasking”.

SCEGLIERE IL SOLARE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE CUTANEE

La scelta del tipo di protezione deve essere proiettata sulla propria pelle, in particolare conoscendo il fototipo. Il prodotto di protezione solare filtra o scherma l’energia solare e lo può fare con un’intensità ad incremento di efficacia contro gli UVB (bassa, media, alta, molto alta… mai del 100%, non esistono infatti i prodotti “sun block” e similari per l’incapacità oggettiva di un prodotto topico di svolgere questa funzione, almeno per il momento), e la garanzia di una protezione UVA di almeno 1/3 rispetto all’SPF dichiarato. Ovviamente i fototipi più bassi (I, II) sono maggiormente sottoposti ai rischi e di conseguenza ai danni che l’esposizione solare determina. Questo però non vuol dire che i fototipi più alti (III, IV e V) non siano sottoposti al fotodanneggiamento e che il fototipo più alto (VI) tipico delle etnie “di colore”, non presenti effetti dannosi determinati dalla radiazione ultravioletta, come ad esempio la fotosensibilizzazione.

 

I DIVERSI FOTOTIPI

Nel 2016, AIDECO in collaborazione con IPSOS Healthcare ha indagato sul tema, conducendo un’indagine in Italia con 1.100 interviste (800 casi rappresentativi della popolazione italiana dai 18 anni in su e 300 casi dagli 0 ai 14 anni, grazie alla collaborazione dei loro genitori). I risultati ottenuti hanno dimostrato che gli intervistati indicano spontaneamente gli effetti dell’esposizione solare, dimostrando comunque il loro conscio interesse al tema. Ma il dato che maggiormente ha fatto riflettere è la risposta ottenuta chiedendo in base a quale parametro acquistano il loro prodotto solare: 8 rispondenti su 10 lo acquistano in base al proprio fototipo e tale attenzione è ancora più elevata presso il target dei genitori (9 su 10). Poi alla successiva domanda: “Lei conosce il suo fototipo?” il risultato è sorprendente. Quando viene chiesto esplicitamente più di 1 rispondente su 2, in entrambi i campioni, dichiara di non conoscere il proprio fototipo (o quello dei figli). Tale carenza di informazioni rappresenta una fotografia di come una non completa conoscenza del tema possa da un lato inficiare l’importante ruolo della protezione solare e dall’altro determinare l’uso irregolare dei più importanti compendi di protezione per la pelle.

ESPOSIZIONE SOLARE E FOTOINVECCHIAMENTO

Nell’indagine AIDECO, tra gli effetti a lungo termine sulla pelle dell’esposizione solare, si è riscontrata una buona conoscenza del tema, ma solo il 66% degli intervistati ha riconosciuto il potenziale del sole nel determinare fotoinvecchiamento. In entrambi i target precedentemente descritti, la possibilità di sviluppare tumori della pelle e melanomi rappresenta il principale effetto negativo ritardato, soprattutto tra i genitori. Riguardo al rischio di cancerogenesi dunque il messaggio è stato metabolizzato. In relazione invece al fotoinvecchiamento, nonostante le raccomandazioni di dermatologi e/o operatori qualificati e malgrado la spasmodica ricerca di gioventù, tipica dei nostri tempi, il consumatore medio non ha compreso fino in fondo il concetto che il sole fa invecchiare la pelle più velocemente.

 

L’USO DEL DOPOSOLE

Dopo una giornata di esposizione agli agenti atmosferici, ed in particolare per esposizioni solari “selvagge”, l’uso del doposole è essenziale per ripristinare quanto più possibile l’idratazione e la fisiologia cutanea comunque compromesse. Una detersione molto delicata seguita dall’applicazione di un fluido idratante, lenitivo, decongestionante e rinfrescante permetterà di alleviare l’eritema, le irritazioni e lo stress comunque subito dalla pelle. Il doposole è un prodotto basilare per un più veloce ripristino della fisiologia cutanea.

 

IL SOLARE È UN COSMETICO?

In Europa il prodotto solare è considerato un cosmetico. Negli USA la legislazione è diversa, perchè questi importanti compendi di prevenzione per la salute della pelle rientrano nella categoria degli OTC (Over The Counter, ovvero farmaci utilizzati liberamente dai consumatori acquistabili senza prescrizione medica). Per definire meglio la categoria, si intende per prodotto solare qualsiasi preparato (crema, olio, gel, spray) destinato ad essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione. Sono per pelle la più importante arma di difesa nei confronti del sole.

L’efficacia e la sicurezza dei prodotti di protezione solare si basa sulla normativa europea vigente (in tutte le tipologie di prodotto devono essere presenti sostanze ammesse all’uso cosmetico ed elencate nell’allegato VI del Regolamento Cosmetico n. 1223/2009). Allo stato attuale, l’elenco è composto da trenta sostanze. Un prodotto solare per essere ideale deve assorbire le radiazioni nell’intervallo UVA e UVB, deve essere ben tollerato, possibilmente resistente all’acqua e al sudore (alta sostantività), deve essere facile da applicare e da spalmare, deve essere foto-stabile e termostabile, deve comunque essere organoletticamente gradevole (nel suo odore, colore e nella sua consistenza), deve essere formulato con profumi sicuri (quantomeno non foto-sensibilizzanti) e con minime concentrazioni di conservanti. I prodotti “solari” devono quindi essere accuratamente studiati per la verifica della loro reale efficacia protettiva, secondo degli specifici standard accreditati a livello scientifico internazionale.

 

L’AZIONE DEL SOLE SULL’ACNE

La pelle acneica sembra migliorare durante l’esposizione al sole, specie in estate sulla spiaggia. In realtà l’effetto dei raggi solari a lungo nel tempo può peggiorare la gravità del quadro clinico dell’acne, oltre a favorire l’iperpigmentazione delle cicatrici acneiche, qualora presenti. È consigliabile quindi proteggere la pelle del viso con prodotti ad alto SPF (Sun Protection Factor 30-50). Sono da tempo disponibili anche prodotti di protezione solare specifici per pelli seborroiche e tendenti all’acne.

Inoltre, la foto-protezione è utile per i pazienti acneici in tutte le stagioni, non solo per i periodi ad alta esposizione (come l’estate in spiaggia o l’inverno sulla neve). Molti farmaci per la cura dell’acne, sia locali che sistemici (come ad esempio i retinoidi), sono infatti foto-sensibilizzanti.

 

IL SOLE DOPO DEPILAZIONE O EPILAZIONE

È sconsigliabile esporsi al sole dopo aver eseguito qualsiasi tipo di trattamento di depilazione o epilazione, in qualunque modo sia stato condotto. Questo perché il sole può indurre sulla pelle, già sede di irritazione, l’insorgenza di macchie difficili poi da eliminare. Dopo una depilazione laser, ad esempio, è opportuno applicare prodotti lenitivi e attendere alcuni giorni, quando la cute ha ripreso la sua normale fisiologia, prima di esporla nuovamente alla luce solare. È in ogni caso sempre meglio evitare di esporsi dopo un trattamento di rimozione dei peli superflui.

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