Ti sembra “normale”? | IN ALTRE PAROLE: IL PICCOLO DIZIONARIO DI BELLEZZE

tre donne con un intimo color carne normale

di Sara Patrone
Cosa significa davvero la parolanormale e cosa implica socialmente questa terminologia?  

Un normale doppio senso

Cosa intendiamo davvero quando chiediamo davanti allo specchio o all’estetista se una delle caratteristiche di cui siamo dotati è “normale”?

Cosa implica passare al vaglio del concetto di normalità i visi e i corpi degli esseri umani?

Come scrive l’antropologo Antonio Guerci, esiste molta confusione sotto il cielo della normalità, vocabolo solo apparentemente semplice e comprensibile, di fatto vera e propria trappola semantica”.

Non tutti sanno che le sue accezioni sopite e dimenticate convivono problematicamente.

Me ne sono resa conto quando, anziché circondata dal linguaggio di tutti i giorni, sono approdata come beauty specialist a quello proprio della cultura estetica che insegna a parlare di pelle normale” (ma anche di normopeso” e di una lunga lista di cose normali che capitano o non capitano ai corpi).

Secondo il manuale La mia pelle dei dottori Paolorosso e Hunger Ricci – lo stesso su cui mi formai nel 2016 – una pelle normale è compatta, liscia, vellutata, fine, tonica e priva di tutti quelli che consideriamo inestetismi: La peluria è leggerissima. La quantità di grasso che normalmente ricopre la pelle non è percettibile e non lascia untuosità visibile. Gli orifizi follicolari si presentano ben serrati e non contengono sebo rinsecchito o pigmentato. Il colorito, geneticamente determinato, è omogeneo e non si riscontrano né macchie, né capillari dilatati” e ancora risponde al pizzicottamento in maniera elastica […] è compatta, morbida, plastica, ben tonificata […] si abbronza con normalità”.

Ma una pelle normale, secondo quanto erano solite ripetere le docenti di estetica e lo stesso manuale, è anche la più difficile da trovare in circolazione” e, con ogni probabilità “è solo la pelle di alcuni bambini”.

Una pelle sana, forse, ma niente affatto comune o abituale, anche perché il processo di invecchiamento cutaneo opera a partire dai 25 anni di età e il tempo che rimane a una pelle cosiddetta normale non è tantissimo 

in altre parole, la pelle più ambita, più desiderata, più normale è anche la pelle più rara, più insolita. Più “anormale”! Com’è possibile?  

Donna su sfondo marrone con una normale fascia arancione

L’invenzione della norma 

L’idea di normalità – spiega lo scrittore e attivista Fabrizio Acanfora – nasce nel momento in cui la distribuzione normale, concetto statistico, viene utilizzata nella misurazione della società e dell’individuo.

Il problema è il valore che queste misurazioni assumono fin da quando l’astronomo Adolphe Quetelet comincia a metterle in pratica nella prima metà del XIX secolo, quando crea l’ideale di uomo medio, figura innaturale nata dalla misurazione statistica di alcune caratteristiche umane”.

La normalità, in altre parole, è un concetto preso in prestito dal vocabolario statistico per sancire una famiglia di distribuzioni simmetriche rappresentate dalla curva di Gauss (la cosiddetta distribuzione normale) che ha nel valore medio il punto più alto.

Scrive Guerci: La maggiore o minore piattezza della campana indica quanto variano attorno alla media i valori della popolazione misurata”.

Il fatto curioso?

Rispetto alla distribuzione normale ogni individuo è mutante per qualche carattere; l’individuo più normale in assoluto, quello cioè che si trovasse sempre nella distribuzione centrale di ogni carattere sarebbe, allo stesso tempo, anche quello statisticamente più anormale”. 

Donna che si guarda in un normale specchio da bagno

Normale, non naturale 

Da quando l’utilizzo della parola normale” ha attecchito fuori dalla disciplina geometrica in cui significava perpendicolare”, e fuori da quella statistica in cui contraddistingueva solo la frequenza, si è ammantato di un valore positivo e di un surplus di desiderabilità.

La normalità, in altre parole, è diventata norma.

Problematizzare questa categoria dentro e fuori i saloni di bellezza significa però accorgersi che la materia di cui è fatta è la sostanza maneggiabile e ridiscutibile di cui si compongono i costrutti sociali e non ha nulla a che spartire con la naturalità.

La normalità di un corpo e dei suoi tratti, pertanto, riflette ciò che la società e la cultura hanno disposto come opportuni e convenienti: una scelta arbitraria, non condivisa in ogni parte del mondo, che ha conseguenze gravose soprattutto sulle persone i cui corpi sono o si comportano diversamente da quanto ci si aspetta.

Peso normale, pelle normale, riletti sotto questa nuova luce, sono pesi e pelli normate che creano almeno due popolazioni: quella che ricade nella categoria, che si sente compresa, giusta, in ordine, affrancata.

E un’altra, esclusa, discriminata e tacciata di indesiderabilità.

La più estesa. 

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