A cura di Simona Lovati
Preparata e con le idee chiare, Cristina Gregori, titolare dell’omonimo centro estetico a Roma, vanta un percorso di studi e professionale a livello internazionale. Tornata in Italia, ha formato nuove estetiste grazie a scuole e aziende. La sua missione, oltre offrire benessere ed esperienze alle sue cliente, è aiutare chi è in difficoltà, specie le vittime di violenza e di bullismo.
Come definirebbe il suo centro estetico e come sono suddivisi gli spazi?
Il mio centro Cristina Gregori Estetica è un angolo di quiete, rara in una città come Roma, curato nei dettagli e accogliente, dove provvedere al benessere psicofisico delle persone. Che sia una volta la settimana o al mese, l’appuntamento dall’estetista non può mancare nell’agenda di una donna (e negli ultimi anni anche di un uomo). Ogni spazio ha la sua importanza: quello per la consulenza iniziale, lo spazio dedicato al corpo, quello per il viso, quello del benessere mani e piedi, uno per lo studio dello sguardo, per valorizzare ciglia e sopracciglia.
Qual è stato il suo percorso professionale e come è avvenuta la scelta di entrare nel mondo dell’estetica?
Il mio percorso inizia in Germania, nel lontano 1996, dove stavo terminando i miei studi linguistici. È stato molto interessante confrontare due realtà estetiche così diverse, seppur geograficamente non tanto lontane. L’evoluzione della mia formazione mi ha portato poi a New York, Budapest, Zagabria, Kiev, dove ho scoperto tecniche e protocolli di lavoro sempre nuovi. Una volta rientrata in Italia la mia abnegazione e il mio know-how mi hanno portato a collaborare con aziende e scuole che ancora oggi formano migliaia di estetiste.
Quali trattamenti propone alle clienti? Si avvale anche di apparecchiature?
I trattamenti che propongo sono di estetica avanzata di ultima generazione, altamente performanti ed efficaci. Il tutto associato a un approccio attento, accurato e sempre personalizzato anche ai trattamenti più semplici, partendo da un’approfondita anamnesi per stabilire il percorso più adeguato e chiarendo il concetto che un inestetismo si elimina o si migliora solo se si conosce la causa. Quindi alla base di qualsiasi percorso c’è una dettagliata consulenza visiva e strumentale con la compilazione della scheda check-up.
Credo fermamente nelle tecnologie e nelle apparecchiature utilizzate da una professionista qualificata. Ne utilizzo diverse, alcune già note alle clienti, altre più innovative. Per il viso, ci sono radiofrequenza, ultrasuoni, fotostimolazione, atomizzazione, il device a onde soniche, microdermoabrasione, demografo e transdermica. Per il corpo abbiamo pressoterapia, lipolaser, endomassaggio, vacuum, termotrim, elettrostilomatore e meso–biostim (la mesoterapia senza aghi).
Vuole parlarci del suo contributo in favore delle donne vittime di violenza?
Si sente spesso parlare di vittime di violenza e di aiuti ma spesso restano solo parole. Nel mio piccolo ho voluto dare un contributo tangibile a queste donne grazie all’associazione Salvamamme, per renderle protagoniste e regalare loro quella carezza e coccola a lungo negata. A queste donne omaggio un percorso viso, per donare luce a una pelle che certo non ha potuto ricevere le giuste attenzioni, e poi contribuisco con un mio prodotto al favoloso progetto della “Valigia di salvataggio “che Salvamamme distribuisce alle donne per impedire che tornino a recuperare gli effetti personali: spesso quel rientro a casa potrebbe risultare fatale. Non si può descrivere la gioia che si prova guardando i loro occhi che brillano.
Ha dei progetti per il futuro?
Ho tanti progetti per il futuro! Alcuni sono in fase embrionale per cui è prematuro parlarne. Durante un evento organizzato sui disagi dei giovani e sulla violenza di genere ho conosciuto una donna meravigliosa, Simona Petrozzi, presidente di Roma Terziario Donna Confcommercio, che ha dato vita a un progetto chiamato “FuroSicuro”, che fornisce elementi concreti e moderni per gestire e risolvere delle tematiche importanti con l’obiettivo di sensibilizzare alla cultura del rispetto e della parità di genere, basandosi sul presente ma con obiettivi proiettati sulle future generazioni. Sono molto orgogliosa di farne parte. Anche per la mia azienda ho dei progetti interessanti, ma non posso svelarle tutto ora: ci daremo appuntamento per un altro incontro!
Secondo lei, quale sarà il futuro della figura dell’estetista professionista sul breve-medio termine?
Onestamente posso dirle che negli ultimi anni ho notato una riqualificazione di questa figura professionale che nel tempo sta acquisendo maggiore importanza, collaborando spesso al fianco di medici, conquistando sempre più la fiducia dei dermatologi. Una professionista che studia, investe, si forma e ha un ruolo sociale nel confrontarsi con realtà complesse ad esempio di ragazzi vittime di bullismo per il loro volto acneico, oppure tratta la riabilitazione del connettivo di clienti dopo un intervento chirurgico. L’estetista non è più una categoria di serie B. Questa evoluzione si vede anche in alcune scuole di estetica, che formano giovani motivate e ambiziose. La crisi innescata dal Covid ha paradossalmente favorito questa riqualificazione: dopo aver vissuto con incertezza e dubbi il periodo pandemico e post pandemico, durante il quale ci siamo reinventate, sostenute e difese, secondo i dati di Confesercenti Immagine e Benessere, il settore ha recuperato in maniera eccelsa i fatturati, nonostante la realtà sempre più sommersa dell’abusivismo.
Per maggiori informazioni:
Cristina Gregori Estetica
Via Suvereto 191, Roma
Numero verde: 800.864.794
shop@cristinagregori.com


