L’intelligenza artificiale è entrata progressivamente nella quotidianità professionale, modificando il modo in cui cerchiamo informazioni, comunichiamo, organizziamo il lavoro e prendiamo decisioni. Eppure, conoscere gli strumenti non significa necessariamente comprenderne il funzionamento.
È proprio da questa distinzione che parte Le leggi fondamentali dell’Intelligenza Artificiale. Verso una nuova scienza, il nuovo libro di Michele Laurelli, ricercatore, imprenditore e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, pubblicato da Tecniche Nuove.
Laurelli è già un collaboratore di LNE Italia, dove firma regolarmente articoli dedicati all’intelligenza artificiale, contribuendo ad approfondire le trasformazioni tecnologiche e le loro possibili applicazioni nel mondo professionale.
Con questo volume, l’autore propone un cambio di prospettiva: studiare l’intelligenza artificiale non soltanto come un insieme di strumenti da utilizzare, ma come un fenomeno scientifico da osservare, misurare e comprendere.
Dalle tre leggi di Asimov alle cinque leggi dell'intelligenza artificiale
Il riferimento alle celebri tre leggi della robotica di Isaac Asimov costituisce uno dei punti di partenza del ragionamento. Se quelle formulate dallo scrittore erano regole immaginate per macchine ancora inesistenti, oggi l’intelligenza artificiale è una realtà concreta, i cui comportamenti possono essere analizzati attraverso la ricerca scientifica.
Negli ultimi anni, infatti, gli studi sui modelli di AI hanno individuato relazioni ricorrenti tra quantità di dati, potenza di calcolo e capacità dei sistemi. Sono emerse, parallelamente, alcune limitazioni che non possono essere superate semplicemente aumentando le risorse disponibili.
Da queste osservazioni nasce la proposta di Laurelli: individuare e sistematizzare cinque leggi fondamentali che descrivono il comportamento dei sistemi di intelligenza artificiale.
I cinque ambiti individuati riguardano:
- Rappresentazione del mondo: il modo in cui i sistemi costruiscono rappresentazioni delle informazioni e della realtà.
- Incertezza: il ruolo dell’incertezza nei processi di elaborazione e nelle risposte generate dai modelli.
- Apprendimento: i meccanismi attraverso i quali i sistemi acquisiscono capacità a partire dai dati.
- Ottimizzazione: le dinamiche che regolano il miglioramento delle prestazioni dei modelli.
- Limiti: i vincoli che caratterizzano l’intelligenza artificiale e che non possono essere ignorati, neppure aumentando la potenza computazionale.
L’obiettivo è distinguere ciò che è stato osservato e verificato scientificamente da ciò che costituisce ancora un’ipotesi, offrendo una struttura di conoscenze che possa essere studiata, discussa e insegnata.
Perché comprendere l'intelligenza artificiale è importante anche per i professionisti della bellezza
L’intelligenza artificiale sta interessando anche il settore estetico. Dalla comunicazione alla gestione delle attività, dall’organizzazione dei contenuti all’analisi delle informazioni, le applicazioni disponibili sono sempre più numerose.
Ma utilizzare uno strumento non equivale a comprenderne le possibilità e, soprattutto, i limiti.
Per una professionista della bellezza, acquisire maggiore consapevolezza sui meccanismi dell’AI significa poter valutare con maggiore attenzione le informazioni ricevute, riconoscere le potenzialità degli strumenti digitali e comprenderne i possibili margini di errore.
Non si tratta necessariamente di imparare a programmare o di diventare esperte di tecnologia. Si tratta, piuttosto, di sviluppare una cultura digitale che permetta di utilizzare le nuove risorse con senso critico, senza delegare automaticamente alla tecnologia valutazioni che richiedono competenza ed esperienza professionale.
In questa prospettiva, conoscere i principi che regolano il funzionamento dell’intelligenza artificiale può rappresentare un punto di partenza anche per chi opera in un settore in cui innovazione, relazione umana e competenza tecnica devono continuare a dialogare.
“Chi lavora con l’intelligenza artificiale sa prevedere con buona approssimazione quanto migliorerà un modello aumentando dati e calcolo, ma questa conoscenza raramente viene presentata come un corpo di principi“, spiega Laurelli. “Il libro prova a farlo, distinguendo ciò che è stabilmente osservato da ciò che resta un’ipotesi. È una distinzione utile anche fuori dai laboratori, perché aiuta a valutare con più lucidità le promesse e i timori che accompagnano questa tecnologia. Discuterne al Lucca Comics & Games 2026, dove la fantascienza ha immaginato per decenni le regole delle macchine, permette di mettere a confronto quelle storie con ciò che oggi sappiamo davvero.“
Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.


