Il conto alla rovescia per il CIM – Campionato Italiano Massaggi è iniziato. L’appuntamento è fissato per l’11 ottobre 2026, all’interno di IBL – Innovation Beauty Lab, e le iscrizioni hanno già raccolto l’interesse di numerosi professionisti.
Ma cosa significa davvero partecipare a un campionato? E soprattutto: che cosa succede dietro una performance di 45 minuti? Sono alcune delle domande affrontate durante la live dedicata al CIM, che ha visto protagonisti Stefano De Michino, organizzatore del campionato, e Daniela Madaghiele, concorrente e vincitrice di diversi campionati di massaggio.
Un campionato per rimettersi in gioco
Uno degli elementi emersi con maggiore forza è il profilo delle partecipanti. Daniela racconta di aver incontrato, durante il recruiting, professioniste alla prima esperienza in un campionato ma con una preparazione tecnica molto importante: corsi, specializzazioni, percorsi formativi articolati e, in alcuni casi, anche esperienze internazionali.
Il dato interessante è che molte di loro, nonostante i curriculum, arrivano alla competizione con qualche timore: sentirsi all’altezza del confronto, esporsi, mettere la propria tecnica sotto gli occhi di una giuria e di altri professionisti.
Proprio per questo, secondo Daniela e Stefano, il CIM può rappresentare un’occasione concreta per valorizzare una figura professionale che spesso tende a sottovalutarsi.
La medaglia è solo la parte visibile
Durante la live si è parlato anche di tutto ciò che il pubblico non vede.
Per arrivare a una medaglia servono studio, allenamento, errori e correzioni. Il campionato, spiegano, non dovrebbe essere interpretato semplicemente come un modo per stabilire chi sia il migliore, ma come uno strumento che spinge l’operatore a studiare, ristudiare e rimettersi in discussione.
Non è un caso che alcune partecipanti abbiano scelto di tornare a competere dopo un’esperienza precedente, anche senza essere salite sul podio: il confronto diventa infatti un modo per comprendere dove migliorare e continuare il proprio percorso.
Non solo manualità: il confronto costruisce parametri
Un altro tema particolarmente interessante affrontato nella live riguarda il ruolo dei campionati nell’evoluzione della tecnica.
Ogni professionista porta con sé la propria formazione e il proprio modo di lavorare. Ma quando tecniche diverse vengono messe a confronto, possono emergere parametri condivisi: tempi, ritmo, postura, finalità, efficacia e modalità di esecuzione.
È una riflessione che porta il CIM oltre la semplice competizione: il campionato diventa anche un luogo nel quale osservare, confrontare e definire progressivamente cosa significhi eseguire una tecnica di massaggio in maniera professionale.
Come ci si prepara a un campionato?
Anche la preparazione è stata al centro della conversazione.
Daniela spiega che allenarsi significa prima di tutto strutturare il proprio lavoro: analizzare le tecniche, scrivere il protocollo, costruire una sequenza e allenare il passaggio da una manovra all’altra fino a renderlo fluido e naturale.
Ma non basta lavorare sulle mani. Anche postura, distribuzione del peso, equilibrio e consapevolezza del corpo dell’operatore diventano elementi fondamentali. Durante l’allenamento, racconta Daniela, anche l’utilizzo dello specchio può aiutare a riconoscere errori che mentre si lavora normalmente non si percepiscono.
Ed è forse proprio questo il cuore della preparazione: trasformare una tecnica conosciuta in una tecnica consapevole, controllata e ripetibile.
CIM 2026: dentro il campionato, oltre la gara
La conversazione tra Daniela Madaghiele e Stefano De Michino offre quindi uno sguardo sul CIM che va ben oltre il calendario della competizione.
Si parla di allenamento, criteri di giudizio, tecnica, confronto, team building, professione e crescita, ma soprattutto di cosa significa scegliere di mettersi davvero in gioco.
Per chi sta pensando di partecipare, è un’occasione per capire meglio come prepararsi. Per chi non gareggerà, è invece un modo per scoprire cosa c’è dietro quei pochi minuti sul palco che, a prima vista, sembrano raccontare soltanto una performance.


