Nel cuore dell’Esquilino, a Roma, dietro l’apparenza di un centro estetico, si nascondeva una vera e propria clinica estetica abusiva. Si apprende dalla testata Repubblica di Roma e da Canale 10, un “centro estetico” illegale dove venivano effettuati trattamenti invasivi e pratiche di medicina estetica senza alcuna abilitazione sanitaria.
L’operazione, condotta dalla Divisione Amministrativa della Questura, ha portato al sequestro immediato dei locali e alla denuncia della titolare per esercizio abusivo della professione medica.
Clinica estetica abusiva: cosa succedeva davvero
All’interno della struttura venivano eseguite iniezioni e trattamenti medici non autorizzati, in totale assenza di personale qualificato.
Durante il blitz, le forze dell’ordine hanno rinvenuto:
- Farmaci iniettabili e anestetici di dubbia provenienza,
- Strumentazione chirurgica pronta all’uso,
- Prodotti privi di etichettatura conforme alle normative europee.
Molti dei materiali sequestrati riportavano indicazioni esclusivamente in lingua straniera, rendendo impossibile verificarne composizione e sicurezza.
Farmaci non tracciabili e rischi per la salute
Il dato più preoccupante riguarda proprio l’origine dei prodotti utilizzati. L’assenza di certificazioni e la mancanza di tracciabilità espongono i pazienti a rischi sanitari gravissimi, dalle infezioni alle reazioni avverse fino a complicazioni permanenti.
In questo caso, la gestione della clinica estetica abusiva si configurava come una pratica completamente fuori da ogni protocollo medico e igienico-sanitario.
Il ritrovamento più grave: dispositivi per trattamenti intimi
A rendere ancora più allarmante il quadro è stato il ritrovamento di apparecchiature destinate a trattamenti della sfera genitale femminile.
Si tratta di procedure altamente delicate che, secondo la normativa italiana, possono essere eseguite esclusivamente da medici specialisti, come ginecologi o chirurghi plastici.
Eppure, all’interno del centro, nessuno degli operatori risultava in possesso di lauree o abilitazioni sanitarie. Una situazione che gli inquirenti hanno definito, nei fatti, una gestione “selvaggia” della medicina estetica.
Sequestro e denuncia: interviene il GIP
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha convalidato il sequestro preventivo dell’intera struttura e di tutte le attrezzature presenti.
La titolare dovrà ora rispondere di esercizio abusivo della professione medica, mentre proseguono le verifiche per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.


