in foto due estetiste al 42° congresso che fanno networking

Come prepararsi al 42° Congresso: visione, competenze, networking

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Partecipare a un Congresso professionale non significa semplicemente scegliere gli interventi da seguire e presentarsi in sala. Quando il programma è ampio, gli appuntamenti sono numerosi e le occasioni di incontro coinvolgono professionisti, aziende e formatori, anche la fase precedente all’evento può contribuire a rendere più utile l’esperienza. È quello che accadrà anche in occasione del 42° Congresso di Scienze Estetiche & Spa di Les Nouvelles Esthétiques Italia, in programma l’11 e 12 ottobre 2026 al Crowne Plaza Milano Linate, all’interno di IBL – Innovation Beauty Lab.

Il tema scelto per questa edizione, “Oltre l’Estetica – Trasformazioni biologiche, evoluzione del consumatore e ridefinizione del valore nel settore estetico”, porta già con sé una premessa importante: il Congresso non vuole concentrarsi soltanto su ciò che accade in cabina, ma allargare lo sguardo a tutto quello che sta cambiando intorno alla professione.

Per arrivare preparati, quindi, può essere utile partire proprio da qui.

Prima del 42° Congresso: capire che cosa si sta cercando

Ogni professionista arriva a un appuntamento formativo con esigenze diverse. C’è chi sente il bisogno di aggiornarsi su un tema specifico, chi sta attraversando una fase di cambiamento all’interno del proprio centro, chi vuole capire meglio come stanno evolvendo le richieste delle clienti e chi, semplicemente, avverte la necessità di uscire dalla dimensione quotidiana per confrontarsi con ciò che sta accadendo nel settore.

Prima di guardare l’agenda degli speech, può quindi essere utile fermarsi qualche minuto e chiedersi quali sono, oggi, le questioni che si incontrano più spesso nella pratica professionale.

Le richieste sono cambiate? Sono cambiati i comportamenti delle clienti? Ci sono aspetti del lavoro sui quali si avverte di avere bisogno di una preparazione maggiore? Ci sono temi che vengono affrontati sempre più spesso e che meritano di essere compresi meglio?

Sono domande molto concrete e possono diventare un criterio utile per orientarsi all’interno del Congresso. Invece di cercare di seguire tutto, si può decidere in anticipo quali contenuti hanno una relazione più diretta con il proprio percorso professionale.

Seguire il programma, senza farsi guidare soltanto dal programma

Un evento come il 42° Congresso LNE offre molti stimoli e il rischio, paradossalmente, è quello di raccoglierne troppi.

Quando ci si trova davanti a una giornata molto ricca, è facile passare da uno speech all’altro prendendo appunti in modo quasi automatico, fotografando slide e accumulando informazioni nella convinzione che saranno tutte utili. Poi, una volta tornati al centro, diventa difficile ricordare che cosa abbia davvero lasciato un segno e, soprattutto, che cosa sia possibile trasformare in pratica.

Per questo, la preparazione può essere anche molto semplice: consultare il programma con qualche giorno di anticipo, individuare gli appuntamenti che si considerano prioritari e lasciare uno spazio sufficiente per ciò che succederà al di fuori delle sale.

Perché il 42° Congresso non è fatto soltanto di relazioni sul palco, ma anche di incontri con le aziende, le conversazioni con altri professionisti, le domande che nascono durante una pausa, le occasioni di confronto che non si possono programmare completamente a tavolino.

A volte è proprio in questi momenti che emergono informazioni interessanti: il racconto di come un altro centro ha affrontato un problema, il punto di vista di una professionista che lavora in un contesto diverso, una domanda che porta a riflettere su un aspetto del proprio lavoro che finora era rimasto sullo sfondo.

Arrivare con una visione più ampia

Uno degli aspetti caratteristici di questa edizione del Congresso è la volontà di mettere in relazione dimensioni differenti del settore estetico.

Parlare di evoluzione del consumatore, trasformazioni biologiche e ridefinizione del valore significa, in concreto, ragionare sul fatto che il lavoro dell’estetista si inserisce oggi in un contesto più complesso rispetto al passato.

La cliente è più esposta alle informazioni, si confronta con modelli differenti, arriva spesso in cabina dopo aver già fatto ricerche e maturato aspettative. Allo stesso tempo, la professione è chiamata a dialogare con nuovi linguaggi, nuove tecnologie e nuove competenze.

Prepararsi al Congresso significa anche arrivare disposti a osservare questi fenomeni senza cercare immediatamente una risposta definitiva.

Può essere più interessante, per esempio, chiedersi quali cambiamenti siano già visibili nel proprio lavoro e quali invece stiano appena iniziando a emergere. Quali richieste delle clienti sembrano episodiche e quali, al contrario, stanno diventando strutturali? Quali competenze stanno acquisendo maggiore importanza? E che cosa potrebbe significare tutto questo per il modo in cui un centro estetico comunica, organizza il proprio lavoro e costruisce la propria proposta?

Sono domande che aiutano a collegare la formazione alla realtà professionale quotidiana.

Le competenze: scegliere che cosa approfondire davvero

Un altro aspetto da considerare prima di partire riguarda l’aggiornamento professionale. Un Congresso non può sostituire un percorso formativo strutturato, ma può offrire una panoramica utile sui temi che stanno attraversando il settore e aiutare a capire in quali direzioni abbia senso continuare a studiare.

Anche per questo è utile arrivare con qualche priorità. Non necessariamente una lista lunga di argomenti, ma due o tre aree sulle quali si sente di avere bisogno di maggiore chiarezza.
Durante gli interventi, prendere appunti può essere molto più utile quando non ci si limita a riportare ciò che viene detto, ma si annotano anche dubbi, collegamenti e possibili applicazioni.

Una nuova informazione può diventare interessante quando modifica il modo in cui si guarda a una situazione conosciuta. E può diventare davvero utile quando, una volta tornati al lavoro, permette di fare qualcosa in modo diverso: approfondire un tema, rivedere un protocollo, ripensare un servizio, cambiare il modo di comunicare con la cliente o semplicemente formulare domande più precise.

Networking: preparare gli incontri senza renderli artificiali

C’è poi la questione del networking, spesso considerata una componente secondaria rispetto alla formazione e che invece, in appuntamenti professionali di questo tipo, può avere un peso significativo. Anche qui, però, prepararsi non significa costruire una lista di persone da “conquistare”, anzi può essere sufficiente sapere con chi sarebbe interessante confrontarsi.

Una professionista con un percorso simile al proprio. Una titolare che ha affrontato una fase di crescita che si sta vivendo anche nel proprio centro. Una Spa manager. Un formatore. Un’azienda con cui si sta valutando una collaborazione.

Sapere in anticipo quali persone o realtà potrebbero essere interessanti rende più semplice cogliere le occasioni quando si presentano. E aiuta anche a impostare le conversazioni in modo meno generico.

In un Congresso, del resto, le relazioni non nascono necessariamente da una presentazione formale: spesso iniziano da un intervento appena ascoltato, da un confronto durante una pausa o da una domanda molto concreta.

L’obiettivo non dovrebbe essere tornare a casa con il maggior numero possibile di contatti, ma con qualche relazione professionale che abbia un motivo per continuare anche dopo l’evento.

Il ritorno al centro: la parte più importante arriva dopo

Una buona preparazione serve anche a rendere più semplice quello che succede dopo. Nei giorni successivi al Congresso, riprendere gli appunti e provare a riordinarli aiuta a distinguere ciò che ha suscitato interesse da ciò che può avere una ricaduta concreta sul proprio lavoro.

Non è necessario trasformare tutto in un piano operativo complesso. A volte basta individuare alcuni spunti da approfondire, una persona da ricontattare e un’idea che merita di essere verificata.

È questo passaggio che permette di collegare la partecipazione a un evento con il proprio percorso professionale.

Il 42° Congresso LNE 2026, con il suo focus su evoluzione del consumatore, trasformazioni biologiche e nuovi modelli di valore, offre proprio l’occasione per fare questo tipo di lavoro: fermarsi per qualche ora fuori dalla routine, ascoltare prospettive differenti e tornare poi alla propria realtà con qualche elemento in più per interpretarla.

Prepararsi, in fondo, significa soprattutto sapere perché si è scelto di esserci, non per riempire due giornate di appuntamenti, ma per utilizzare quelle due giornate nel modo più utile possibile.

Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.

in foto Rachele Bini, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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