Crans-Montana: una tragedia che non possiamo ignorare

a cura di Francesca Frediani a nome di tutta la redazione di Les Nouvelles Esthétiques Italia

La tragica strage avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha lasciato tutto il Paese, e non solo, profondamente scosso. Un incendio divampato all’interno del locale Le Constellation durante l’ultima notte dell’anno, ha causato la morte di almeno 40 persone e il ferimento di 116, molte delle quali giovani e giovanissimi, trasformando una notte di festa in un incubo che nessuno dimenticherà. Le cause dell’incendio le abbiamo intuite e, in ogni caso, verranno accertate. Ma oggi non è il tempo dei processi né dei giudizi sommari. Oggi è il tempo del silenzio, del rispetto e del dolore. Perché, davanti a una tragedia così, chi se la sente di scagliare la prima pietra?
Un evento che, come ha giustamente sottolineato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia ed ex capo della Protezione Civile, può essere definito solo con una parola: strage.
In questi giorni all’ospedale Niguarda di Milano sono ricoverati 11 feriti italiani, di cui alcuni in condizioni gravi, mentre altri sono assistiti in strutture specialistiche in Svizzera.

È difficile restare indifferenti davanti a una tale devastazione: figli, fratelli, amici, ragazzi usciti per festeggiare con le loro famiglie, si sono trovati improvvisamente a combattere per la vita. Ci chiediamo, legittimamente, come sia possibile che nel 2026 possano ancora accadere simili tragedie e nel pieno di una festa che avrebbe dovuto essere di gioia.
E come sempre, mentre familiari e sopravvissuti vivono ore strazianti, i social si riempiono di giudizi frettolosi: “Io non avrei permesso…”, “Io avrei fatto…”. Le parole facili da tastiera non restituiscono chi non c’è più. E intanto LORO non ci sono più.

Crans-Montana: Omaggio alle Vittime degli Incendi di Capodanno www.latestata.it

Molti di questi ragazzi avevano trascorso la serata con le loro famiglie e poi, con la fiducia di genitori che pensavano “Tanto è vicino a casa, è un locale conosciuto…”, sono usciti per divertirsi. Una scelta normale, naturale, che nessuno avrebbe mai voluto trasformarsi in tragedia.
Torneremo presto a parlare della nostra categoria, dei tanti cambiamenti che ci attendono e delle sfide che il futuro ci impone. Ma oggi no.
Oggi abbiamo scelto consapevolmente di fermarci. Anche solo per un momento. Nel giorno dei funerali dei ragazzi italiani scomparsi a Crans-Montana, fermarsi e riflettere su quanto accaduto non è solo doveroso: è necessario.

Non possiamo rimanere in silenzio. Dobbiamo fermarci, riflettere e mostrare il nostro dolore e la nostra vicinanza alle famiglie di tutte le vittime e dei feriti, ma anche a chi, in quei momenti drammatici, ha cercato di aiutare, salvare, soccorrere.
In un mondo sempre più frammentato, restare umani resta la prima responsabilità di tutti noi.

Francesca Frediani

Direttrice Responsabile della rivista Les Nouvelles Eshtétiques Italia

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