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Dalla natura la soluzione cosmetica contro lo smog

di Gisberto Caccia, chimico farmaceutico e cosmetologo

L’inquinamento può compromettere la salute della nostra pelle. In nostro aiuto vengono prodotti cosmetici mirati – a base di ingredienti di origine naturale – in grado di preservarla nel tempo

Si fa un gran parlare di cosmetici antipollution o, nel nostro amato italiano, antinquinamento. Spesso, quando si parla di inquinamento atmosferico, il pensiero va dritto verso le problematiche respiratorie che questo comporta… vero, ma hai mai pensato a quanto sia estesa la superficie corporea? A quanto la pelle sia interessata dal “problema smog”? Tanto!

Vista la sua estensione e il suo ruolo di “interfaccia” con l’ambiente, la cute è decisamente impegnata in prima linea nella battaglia quotidiana contro i contaminanti ambientali. A questo punto la domanda da farci è: un cosmetico può aiutare a gestire questa vera e propria emergenza? Fortunatamente sì! Ma come?

“CONOSCERE” LO SMOG

Per affrontare al meglio l’argomento, è fondamentale definire e conoscere lo smog. Esistono due grandi famiglie di contaminanti: gli inquinanti gassosi che comprendono agenti altamente ossidanti come ozono (O3) e diossido di azoto (NO2) oltre a sostanze terribilmente nocive come il benzene e i particolati o PM, dall’inglese particulate matter. Sicuramente sarà capitato di sentire parlare di PM 10, PM 2,5 e PM 0,1. I numeri dopo la sigla stanno a indicare le dimensioni delle particelle stesse: 10, 2,5 e 0,1 µm (micrometro o micron). Per capire meglio quanto siano piccole queste particelle, ti invito a prendere un righello e a concentrarti sulla tacca che individua un millimetro: ora immagina di dividere quel millimetro in mille parti uguali, ecco quello è un micrometro!

A causa delle piccolissime dimensioni di queste particelle, le nubi da esse costituite possiedono una superficie enorme e questo rende possibile l’adsorbimento* di grandi quantità di metalli di transizione o metalli pesanti, come ferro, cobalto, nickel, zinco, ecc., responsabili della formazione di radicali liberi all’interno del nostro organismo. Ma le brutte notizie non finiscono qui! Infatti sulla superficie del particolato possono essere adsorbiti anche composti organici come gli idrocarburi policiclici aromatici, detti anche IPA, di cui parleremo tra poco. * Differenza tra assorbimento ed adsorbimento: quando una sostanza viene assorbita da un’altra, finisce a occupare anche le zone interne della sostanza assorbente (come accade in una spugna); l’adsorbimento prevede invece che la sostanza adsorbita rivesta unicamente la superficie esterna dela sostanza adsorbente.

GLI EFFETTI DELL’INQUINAMENTO SULLA PELLE

Tutto questo cosa determina sulle pelle? La scienza conferma che l’inquinamento atmosferico può avere effetti dannosi sulla pelle tanto quanto i raggi UV: lo avresti mai pensato? Inquinanti gassosi e particolato possiedono un potenziale ossidante enorme su tutti gli elementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo, vale a dire proteine, lipoproteine, grassi e DNA. Gli studi pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche confermano la correlazione diretta tra inquinamento e invecchiamento cutaneo. Ma non solo: alti livelli di inquinamento sono stati associati a una maggiore prevalenza di dermatite atopica.

Ricordi gli IPA citati precedentemente? Grazie alla loro lipofilia, riescono a penetrare molto facilmente attraverso la parte grassa dello strato corneo, attivando una serie di risposte da parte dell’organismo che si concludono con un’abbondante produzione di ROS (Reactive Oxygen Species, specie reattive dell’ossigeno). Il risultato? Il naturale sistema antiossidante dell’organismo è messo a dura prova, quindi si può facilmente arrivare a una condizione di stress ossidativo! I metalli trasportati dal PM attivano anch’essi meccanismi che portano alla formazione dei ROS, e ricorda che stress ossidativo e infiammazione sono strettamente correlati. A livello cellulare, è stato dimostrato che il PM e i raggi UV aumentano la produzione delle metalloproteinasi della matrice (MMP), enzimi responsabili della degradazione del collagene nel derma, riducendo così l’elasticità della pelle e aumentando la formazione delle rughe.

SMOG & FUNZIONALITÀ DELLA BARRIERA CUTANEA

Per ultimo ho voluto lasciare un aspetto di fondamentale importanza per il mondo dell’estetica professionale: l’influenza dello smog sulla funzionalità della barriera cutanea. La funzione di barriera cutanea è svolta dallo strato corneo ed è indispensabile per proteggere la pelle e l’organismo da infezioni microbiche, sostanze chimiche, insulti meccanici, raggi UV e disidratazione. Se la barriera cutanea è compromessa, l’intero organismo è esposto a ogni tipo d’attacco. Lo smog è in grado di compromettere alcuni componenti della barriera cutanea cruciali per la sua funzionalità: in particolare danneggia i corneosomi, le proteine che tengono “agganciati” tra loro i corneociti, e modifica la composizione dei lipidi intercorneocitari, che sigillano gli spazi tra un corneocita e l’altro. Entrambi questi cambiamenti hanno come esito l’aumento della TEWL (TransEpidermial Water Loss, perdita d’acqua transepidermica), cioè la disidratazione, il nemico pubblico numero uno della salute e della bellezza della pelle.

SCEGLIERE I GIUSTI INGREDIENTI

A questo punto diventa basilare chiedersi cosa sia fondamentale fare e quali ingredienti cercare nell’INCI di un prodotto cosmetico. La primissima cosa da fare è infatti ricorrere a una routine cosmetica adeguata a sostenere la cute nella sua battaglia quotidiana. Il prodotto principe a cui prestare la massima attenzione è il detergente! Uno troppo aggressivo e delipidizzante comprometterebbe ancora di più una barriera cutanea già in difficoltà. È quindi sempre meglio prediligere una detergenza per affinità, delicata e rispettosa del pH cutaneo, effettuata con un latte detergente di altissima qualità. Una formulazione con una fase lipidica di derivazione vegetale e con tensioattivi gentili diviene la scelta vincente per allontanare i contaminanti. Evitare tassativamente SLS, SLES e saponi (intesi come sali di acidi grassi) e prediligere tensioattivi dolci come, ad esempio, il decyl glucoside o il coco glucoside. Il secondo importantissimo step consiste nel ripristino della funzionalità della barriera cutanea integrandone i lipidi. Siliconi e paraffine non contribuiscono in nessun modo all’integrazione dei lipidi ossidati dallo smog. Prediligi sempre creme che contengano oli di origine vegetale, naturalmente ricchi di acidi grassi essenziali; le formulazioni contenenti acido linoleico hanno infatti dimostrato di diminuire efficacemente la TEWL, proprio perché integrano i lipidi intercorneocitari. Oli vegetali come quelli di vinaccioli, crusca di riso, germe di grano, lino, mandorle dolci, ecc., ne sono una ricca fonte.

L’ultimo decisivo passo verso una pelle protetta dallo smog è costituito dagli antiossidanti. Indipendentemente dal fatto che siano contenuti in un siero o in una crema, vitamina E, polifenoli come le catechine o il lipochroman-6 (attivo anche verso i radicali dell’azoto, RNS) rappresentano ingredienti indispensabili nella lotta ai radicali liberi. Una bella sorpresa la riserva anche l’acido ialuronico che, oltre ad avere un’attività antiossidante, rende più difficoltosa l’adesione del PM alla pelle. Si è infatti evidenziato che se la pelle è ben strutturata, il PM fa più fatica ad attaccarsi e scivola via. È quindi la natura stessa a fornirci gli ingredienti indispensabili per risolvere i problemi che causiamo a noi stessi… e anche a lei!

LA FORZA DELLA BEAUTY ROUTINE

L’ultimo aspetto, non per importanza, che mi preme sottolineare risiede nell’incredibile forza della beauty routine. Perché parlo di un’incredibile forza? Ma proprio perché si tratta di una routine! Di azioni che farai tutti i giorni per tutta la vita. Se fai le cose giuste e le fai ogni giorno, la pelle ti ringrazierà. Prediligi sempre creme che contengano oli di origine vegetale, naturalmente ricchi di acidi grassi essenziali. Se fai le cose giuste e le fai ogni giorno, la pelle ti ringrazierà.

Articolo scritto per e pubblicato su Les Nouvelles Esthétiques edizione maggio-giugno 2021. Abbonati subito alla rivista QUI

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