in foto un'estetista dentro il suo centro estetico con una cliente: rappresenta il ddl ancorotti

DDL Ancorotti 1619: andiamo davvero nella direzione giusta?

CNA, Confartigianato, Casartigiani esprimono pieno apprezzamento per il disegno di legge A.S. 1619, presentato dal senatore Renato Ancorotti, che risponde alle esigenze da tempo manifestate dalle imprese dell’estetica e dell’acconciatura e avvia un percorso di riforma atteso da anni. Il settore conta oltre 150mila imprese artigiane che rappresentano una realtà economica e sociale di primaria importanza per l’Italia.

Ma questa nuova riforma può essere davvero la svolta del settore estetico professionale? È davvero una legge che “modernizza” il settore con criterio?

DDL Ancorotti 1619: il disegno di legge che punta a "modernizzare" il settore

Secondo il comunicato stampa diffuso dalle tre associazioni di categoria, il disegno di legge delinea un quadro normativo moderno e al passo con i tempi, capace di rafforzare i percorsi di formazione, tutelare i consumatori, contrastare l’abusivismo.
Il provvedimento contiene un intervento organico sull’intero comparto dell’estetica e dell’acconciatura, con l’introduzione di nuovi profili professionali, regole certe a tutela del mercato e dei cittadini. La scelta di raccogliere in un unico provvedimento le modifiche a entrambe le discipline di settore appare quanto mai opportuna per superare disparità normative e sovrapposizioni, garantendo uniformità interpretativa sul territorio nazionale.
Per le organizzazioni dell’artigianato, tra le misure maggiormente importanti e innovative vi è il riconoscimento di nuovi profili professionali, come l’onicotecnico e il truccatore, finora privi di un chiaro inquadramento normativo. Viene previsto, altresì, un percorso di specializzazione per l’estetista specialista in estetica oncologica, a conferma della crescente attenzione verso ambiti ad alto valore sociale

Il testo – scrivono nel comunicato stampa – disciplina in modo puntuale anche le modalità di lavoro fuori dalla sede d’impresa e introduce strumenti che consentono maggiore flessibilità operativa alle aziende come l’affitto di poltrona e cabina e la figura del responsabile tecnico temporaneo. Fondamentale è, inoltre, il rafforzamento delle sanzioni contro l’abusivismo, a tutela delle imprese regolari e dei consumatori.

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CNA, Cofartigianato e Casartigiani esprimono grande soddisfazione per il DDL Ancorotti

CNA, Confartigianato e Casartigiani auspicano ora il più ampio sostegno parlamentare alla proposta, sia in fase di sottoscrizione che durante il successivo iter di discussione in Commissione, affinché l’esame del provvedimento possa giungere in tempi rapidi a una approvazione definitiva.

«Esprimiamo grande soddisfazione per il lavoro svolto fin qui – dichiarano la presidente nazionale di CNA Estetiste, Perlita Vallasciani, e il presidente nazionale di CNA Acconciatori, Gianni Bassoli –. Un risultato frutto di un dialogo costante con i nostri imprenditori sul territorio e con le altre associazioni di rappresentanza. Ringraziamo il senatore Ancorotti per aver accolto le istanze delle categorie e per averle tradotte in un disegno di legge di grande valore, capace di dare risposte concrete a un settore che attendeva da tempo un aggiornamento normativo di questa portata».

Soddisfazione anche dal presidente nazionale CNA Benessere e Sanità, Massimiliano Peri: «Questo disegno di legge segna un passo importante, ma ora occorre che riceva il sostegno più ampio possibile da parte delle forze politiche, per arrivare in tempi rapidi all’approvazione definitiva. Nei prossimi mesi lavoreremo con determinazione proprio su questi due aspetti: allargare il consenso parlamentare e favorire una discussione veloce e costruttiva».

DDL Ancorotti: stiamo andando (davvero) nella direzione giusta?

Se da un lato il Ddl Ancorotti trova ampio consenso tra le principali sigle artigiane, dall’altro il dibattito resta acceso all’interno della filiera estetica. Il tema sarà al centro della Tavola Rotonda sulla Legge 1/90, in programma il 20 ottobre 2025 durante IBL – Innovation Beauty Lab, dove istituzioni, associazioni, imprenditori e operatori si confronteranno sul futuro della professione.

Lo scorso 5 agosto, il senatore Renato Ancorotti ha depositato in Parlamento la nuova proposta di aggiornamento della Legge 1/90, raccogliendo il sostegno di CNA e Confartigianato.

Tuttavia, parallelamente, è stato attivato un Tavolo di discussione coordinato dalla rivista Les Nouvelles Esthétiques Italia, che coinvolge ConfesteticaETU, OPA e importanti istituti di formazione come SEM TorinoLykeions GenovaSACAI Cesano Maderno e Alfa Formazione.
L’obiettivo è stato quello di raccogliere osservazioni e far emergere le criticità che la proposta di legge porta con sé, aprendo un dialogo diretto con le istituzioni.

Osservazioni e criticità che non sono tardate ad arrivare: «È vero che la Legge 1/90 va aggiornata, ma questa riforma rischia di generare confusione più che chiarezza – osserva Valentina Gotti, direttrice dell’Accademia Silvestrini -. Serve una riforma strutturale, capace di definire con precisione i confini tra estetica e ambito medico, le competenze, le responsabilità e i percorsi di formazione. Solo così potremo tutelare davvero la professionalità e la qualità del lavoro».

Un punto di vista condiviso anche da Dario Campagnola, direttore della SEM – Scuola Estetica Moderna di Torino, che invita a un confronto più ampio: «La proposta deve essere concertata con estetiste, scuole e aziende del settore. Troppe realtà formative oggi operano senza titoli adeguati, mentre chi rispetta le regole affronta costi e vincoli pesanti. È il momento di fare chiarezza e lavorare insieme, senza delegare ad altri il futuro della professione».

A queste voci si aggiunge quella di Sabrina Sargentini, vicepresidente di ETU – Estetiste Titolari Umbria, che ribadisce l’urgenza di un aggiornamento reale e partecipato: «La Legge 1/90 è nata in un contesto che non esiste più. Oggi l’estetica è un settore evoluto, fatto di competenze multidisciplinari e tecnologie avanzate. Ma serve una riforma che riconosca il valore delle estetiste come professioniste del benessere, non solo come esecutrici di trattamenti. Dobbiamo riscrivere insieme le regole, con formazione moderna, strumenti contro l’abusivismo e un vero riconoscimento del nostro ruolo».

Riforma Legge 1/90: innovazione o passo falso?

Una cosa è certa: il dibattito sulla legge 1/90 e il DDL Ancorotti è più aperto che mai.
Per questo, martedì 8 ottobre alle 21:00, andrà in onda una live dedicata al DDL Ancorotti: un momento di confronto aperto tra professioniste, formatrici, associazioni e scuole per smontare i falsi miti, chiarire i punti critici e riflettere insieme sul futuro della professione.

Non basta stare a guardare: il futuro dell’estetica è in gioco: fai sentire la tua voce.

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