Una diffida formale è stata inviata da Confestetica, associazione nazionale che dichiara di rappresentare la professione regolamentata dell’estetista, nei confronti di Confartigianato, CNA e delle rispettive articolazioni di mestiere legate al settore della cura della persona. Il documento, datato 10 novembre 2025, contiene contestazioni molto nette: secondo Confestetica, le due associazioni artigiane non avrebbero titolo per rappresentare la figura professionale dell’estetista, né per intervenire nel percorso normativo o formativo che la riguarda.
Diffida di Confestetica: “rappresentanza non legittimata”
Nel testo, Confestetica sostiene che né Confartigianato né CNA avrebbero – per legge o per statuto – la legittimazione a parlare a nome della professione di estetista, regolata dalla Legge 1/1990. Secondo l’associazione firmataria, la legge del 1990 avrebbe sancito il passaggio definitivo dell’estetista da “mestiere artigiano” a professione regolamentata di interesse pubblico, con un impianto formativo e normativo controllato dallo Stato. Il documento richiama anche la sentenza della Corte costituzionale n. 245/1990, che confermò la legittimità della disciplina nazionale come necessaria per tutelare salute pubblica, standard formativi e uniformità normativa.
Accuse di “interferenza indebita”
La diffida punta il dito contro le iniziative, passate e recenti, che secondo Confestetica mirerebbero a ricondurre l’estetista all’interno del mondo dell’artigianato regionale.
Tra i comportamenti contestati rientrano:
• la promozione di corsi brevi o non abilitanti;
• la presentazione di proposte legislative che prevederebbero nuove figure o “mestieri” estetici;
• l’interlocuzione con istituzioni nazionali e regionali in qualità di rappresentanti della categoria.
Per Confestetica, queste attività costituirebbero una violazione della riserva statale in materia di professioni regolamentate e rischierebbero di creare confusione tra percorsi formativi abilitanti e non abilitanti.
La messa in mora e la richiesta di verifiche istituzionali
La diffida non si limita alla contestazione.
Confestetica chiede a ministeri, Regioni, Parlamento ed enti pubblici di verificare la reale legittimazione dei soggetti che si presentano come rappresentanti della professione di estetista. L’associazione annuncia inoltre di riservarsi azioni in sede civile, penale, amministrativa e comunitaria, arrivando a ipotizzare il ricorso alla Commissione europea qualora iniziative legislative nazionali dovessero, a suo giudizio, alterare la disciplina vigente o creare profili di infrazione europea.
La parola ora spetta a Cna e Confartigianato
Il 14 novembre 2025 abbiamo trasmesso a CNA e Confartigianato la diffida inviata da Confestetica, offrendo loro la possibilità di fornire una replica. Al momento della chiusura del giornale – avvenuta pochi giorni dopo – non erano ancora pervenute risposte ufficiali; confidiamo che ciò sia dovuto ai tempi ristretti e alla necessità di predisporre una replica completa. Rimaniamo fin d’ora disponibili a ospitare le loro osservazioni nel prossimo numero, qualora decidessero di intervenire sulla diffida che le riguarda.


