Drenaggio: sì, ma quale? Non si contano le volte in cui un estetista professionista si è trovato di fronte a questa domanda.
Quale tecnica scegliere? Quale metodo seguire per ottenere risultati reali nei trattamenti drenanti?
Voglio anticiparti subito la risposta, ancora prima di proseguire nell’articolo.
L’efficacia del drenaggio manuale estetico dipende molto meno dalla tecnica scelta e molto più dalla logica applicata.
La vera differenza la fa il modo in cui il lavoro specifico viene inserito all’interno di un protocollo drenante coerente e funzionale.
Drenaggio: tecnica o ragionamento?
Da quasi un decennio mi occupo di formazione nel massaggio per operatori ed estetisti e c’è un principio cardine su cui si basa ogni mia lezione: la sequenza ti incatena, il ragionamento ti permette di aprire ogni porta ti troverai davanti. La vera domanda diventa quindi: “Drenaggio: sì, ma come?”
Il punto di partenza: l’anamnesi
Il primo passo nella costruzione di un protocollo di drenaggio linfatico efficace è sempre l’anamnesi del cliente: richieste, condizioni, storia pregressa e stato di salute generale.
Da qui si passa inevitabilmente allo step successivo, spesso dato per scontato: interrogarsi sulle competenze professionali.
Estetica o ambito sanitario?
Il trattamento riguarda inestetismi e aspetto esteriore, quindi rientra nella competenza dell’estetista, oppure è collegato a patologie conclamate, dove il drenaggio passa alle figure sanitarie?
Già da questi due passaggi preliminari risulta evidente come un drenaggio davvero efficace non possa essere standardizzato, ma debba essere costruito sulla singola persona.
L’errore più comune nei trattamenti drenanti
A questo punto voglio svelarti l’errore che da anni vedo commettere da decine, se non centinaia, di estetiste: dimenticare di inserire un lavoro iniziale e finale sui principali linfonodi.
Va bene farlo quando la sequenza lo richiede, ma quante volte lavoriamo sul sistema linfatico senza chiamarlo apertamente drenaggio?
Pensiamo alla coppettazione estetica, ai trattamenti IASTM in ambito estetico o alle sedute con le tecnologie corpo. Hai presente le foto prima e dopo della coppettazione estetica, dove il gluteo trattato appare più tonico e sollevato rispetto all’altro?
In quel caso non è magia: è stato semplicemente spostato liquido e stimolata una micro-infiammazione localizzata. Senza una corretta chiusura del trattamento drenante, tutto quel liquido tende a ridistribuirsi nella posizione iniziale una volta che la cliente torna in piedi.
Anche la tecnologia, quindi, non dovrebbe essere vista come un approccio a sé stante, ma come uno strumento da integrare in una logica più ampia di trattamento drenante. Una carta da giocare, non l’intero mazzo dell’estetica.
Il mito dei metodi “rivoluzionari”
Viviamo nell’era del marketing e assistiamo continuamente alla nascita di metodi di drenaggio definiti “innovativi”, “rivoluzionari”, “unici”.
Marchi registrati, tecniche esclusive, nomi accattivanti.
La verità, però, è una sola: tutte le metodiche di drenaggio manuale ed estetico, per essere davvero efficaci e garantire risultati nel tempo, finiscono per essere simili o addirittura sovrapponibili. E sai perché? C’è un principio cardine e imprescindibile cui tutte devono sottostare: l’anatomia. L’anatomia è una e dai meccanismi di funzionamento del corpo umano non si scappa. Poi possiamo pure chiamare i metodi con tutti i nomi fantasiosi e accattivanti che vogliamo.
Giuseppe Russo
Massoterapista ed estetista, unisce nel massaggio tutte le sue esperienze nel wellness e al fianco di campioni internazionali dello sport. Da anni trasmette le sue competenze in tutta Italia, formando centinaia di operatori del benessere, estetiste e terapisti. Membro del Comitato Tecnico Scientifico di Les Nouvelles Esthétiques Italia.


