I TREND DI CONSUMO DEL PROSSIMO FUTURO | I quattro macro-trend nel settore “beauty and personal care”

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a cura di Silvia Coppola

Uno sguardo attento sulle tendenze beauty & personal care del futuro. Oggi più che mai è importante mettersi in ascolto dei desideri e delle esigenze dei consumatori, che richiedono esperienze in grado di donare un benessere globale, senza dimenticare l’importanza della digitalizzazione e di un approccio green.

Un evento globale di grandissimo impatto come la pandemia mondiale causata da Covid-19 ha portato con sé inevitabilmente dei cambiamenti importanti nei bisogni dei consumatori, anche in quelli legati al mondo della bellezza. In particolare, si possono individuare quattro macro-trend, che caratterizzeranno i bisogni dei consumatori nel settore del “beauty and personal care” del prossimo futuro.

  1. Benessere globale

Il primo è senza dubbio quello di una nuova accezione di benessere, inteso come globale. La pandemia infatti ci ha messo tutti a dura prova, imponendoci prima un isolamento forzato, come mai prima, poi costringendoci a rispettare regole quali il distanziamento fisico e il divieto di assembrato, che hanno senza dubbio ridotto il raggio delle nostre relazioni interpersonali.

Inoltre, il prolungamento del rischio di contagio, le incertezze legate alla sicurezza dei vaccini e alla ripresa economica, continuano a determinare uno stato di ansia costante e generalizzato, che per alcuni è sfociato in un vero e proprio stato depressivo.

Tutto questo si è tradotto in un grandissimo bisogno di “benessere mentale”, che oggi si lega al già crescente bisogno di benessere fisico, ampliando i confini del concetto di salute.

Il centro estetico rappresenta un luogo emblematico in cui il consumatore può trovare risposta a questo nuovo bisogno di benessere olistico.

Questo trend rappresenta quindi sicuramente una grande opportunità per il settore dell’estetica nel prossimo futuro, da cogliere non solo attraverso l’arricchimento dell’offerta di trattamenti specificatamente dedicati al benessere, come massaggi e rituali, ma anche evidenziando l’efficacia delle pratiche legate alla beauty routine e alla cura del corpo nel combattere ansia e stress.

2. Esperenzialità

Un altro risvolto del lungo lockdown è stato il crescente bisogno di esperenzialità, ovvero la necessità dei consumatori di ritornare a uscire da casa e riprendere contatto con il mondo esterno.

Le esperienze diventeranno più preziose dei prodotti tangibili e questo aspetto rappresenta senza dubbio un’opportunità per tutte le attività commerciali legate al mondo dei servizi.

In particolare, nel campo professionale della bellezza, dal salone di acconciatura al centro estetico, la percezione del valore si è spostata dalla leva della convenienza verso quella della qualità, intesa non soltanto dal punto di vista strettamente “tecnico”, ma anche in termini di “qualità del tempo” trascorso durante la fruizione del servizio.

Inoltre, contribuirà alla determinazione del valore del servizio, anche la capacità di trasmettere igiene e sicurezza collegati a esso. Infatti, come già riscontrato subito dopo il lockdown, gli istituti che si dimostreranno in grado di fare percepire tale sensazione attraverso stringenti protocolli sanitari riusciranno ad attrarre nuovi clienti, in particolare quelli più preoccupati dal rischio di contagio.

3. Digitalizzazione

Tra i trend del prossimo futuro non poteva mancare poi la digitalizzazione del processo d’acquisto. Sempre più spesso infatti, anche nel settore dell’estetica professionale, il customer journey (cioè il percorso compiuto dal cliente dal momento in cui entra in contatto con l’azienda per la prima volta, fino a quando compie un acquisto e diventa, con la reiterazione di esso, un cliente fidelizzato) si articola sia online sia offline.

Il cliente viene spesso a conoscenza di un nuovo trattamento sul web e inizia la sua ricerca di informazioni attraverso i social e i motori di ricerca, al fine di individuarne i benefici e le forbici di prezzo. Solo in un secondo momento si recherà presso il suo centro estetico di fiducia, per confrontare le informazioni ottenute con quanto proposto dalla propria estetista.

A questo fenomeno già presente prima della pandemia, si è affiancato, durante e subito dopo il lockdown, il boom del canale e-commerce, che per quanto riguarda il settore cosmetico ha registrato nel 2020 un +42% rispetto all’anno precedente .

Il ricorso agli acquisti online si è comunque consolidato nel settore beauty e ormai il 40% dei consumatori lo considera il canale prevalente, visto che è aperto ventiquattro ore su ventiquattro, offre un’ampia scelta di prodotti, sia in termini di qualità sia di quantità, e diverse occasioni di risparmio .

Rispetto a questa macro tendenza, fa eccezione il segmento della skin care, per il quale l’acquisto all’interno di punti vendita fisici rimane saldamente prevalente quasi in tutte le fasce d’età, proprio per l’importanza che l’aspetto consulenziale riveste per questa categoria di cosmetici .

Ed è proprio su questo che devono puntare i canali professionali per preservare la propria fetta di vendite di prodotti domiciliari. I consumatori infatti vogliono sentirsi protetti ed essere maggiormente consapevoli delle loro scelte d’acquisto, grazie al consiglio di un esperto.

4. Ecosotenibilità

Chiude questa panoramica dei trend di mercato del prossimo futuro nel campo cosmetico lo slittamento del tema del “biologico” verso quello dell’“ecosostenibilità”. I cambiamenti climatici e la stessa pandemia hanno infatti ampliato il pubblico di consumatori sensibili ai temi della responsabilità ambientale e dell’ecosostenibilità, sia attraverso una maggiore consapevolezza dell’importanza dei propri comportamenti individuali, sia nella scelta di prodotti cosmetici guidata da criteri di valutazione legati all’impatto ecologico dei brand e al loro impegno sociale nei confronti dell’ambiente.

Il concetto di cosmetico “clean” dunque si amplia. Se inizialmente era inteso esclusivamente come prodotto “pulito”, cioè privo di sostanze potenzialmente nocive o irritanti, come parabeni, solfati, ftalati, formaldeide o siliconi, oggi essere clean significa anche preoccuparsi dell’ambiente durante l’intero processo produttivo del cosmetico.

I marchi che intendono attribuirsi questo titolo devono perciò impegnarsi nel ripensare in un’ottica green la propria filiera. Ad esempio scegliendo packaging sostenibili, riducendo l’uso di plastica e privilegiando il vetro o le confezioni in carta riciclata e riciclabile; e accorciando la filiera produttiva, valorizzandola in ottica eco-friendly, attraverso la selezione di piccole produzioni locali di ingredienti di origine biologica.

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