in foto una donna con delle farfalle sul viso. è l'immagine di copertina del convegno "la bellezza che fa bene" che racconta il ruolo sociale dell'estetista.

Il ruolo sociale dell’estetista: il 2 febbraio “La bellezza che fa bene” apre il dialogo con istituzioni e sanità

C’è una parola che nel settore dell’estetica viene usata poco, forse perché scomoda o fraintesa: responsabilità. Proprio attorno a questo concetto ruota La Bellezza che fa Bene, il convegno in programma il 2 febbraio 2026 presso il Palazzo Lombardia a Milano e che racconteremo in anteprima nel profilo instagram di @lneitalia Giovedì 29 gennaio dalle 21:00 alle 21:30.

Il Convegno, è pensato per riportare l’attenzione su ciò che l’estetista professionista è davvero oggi: una figura formata, consapevole, inserita nel tessuto sociale e capace di intercettare segnali importanti per il benessere delle persone.

Il ruolo sociale dell'estetista: gli obiettivi de "La bellezza che fa bene"

Il tema centrale dell’incontro è  << “Segni e segnali: il codice della pelle” e parte da un presupposto semplice ma spesso ignorato: la pelle comunica – ci racconta Brigida Stomaci, estetista storica del settore, coordinatrice del convegno e Presidentessa Unione e Benessere CNA Lombardia -. Non solo quando una patologia è evidente, ma anche attraverso piccoli segnali quotidiani che rischiano di passare inosservati. L’estetista è uno dei pochi operatori non sanitari a osservare l’intero corpo con regolarità, a notare variazioni, anomalie, cambiamenti che possono suggerire la necessità di un approfondimento medico. Questo non significa fare diagnosi, ma sapere riconoscere, orientare, indirizzare – continua Stomaci -. Una competenza che nasce dalla formazione, dalla conoscenza di anatomia, fisiologia e biologia di base, e da una cultura professionale che va ben oltre l’estetica intesa come sola apparenza>>.

Il convegno quindi nasce con un obiettivo chiaro: parlare all’esterno. Non solo alle estetiste, ma anche alle istituzioni, ai media, al mercato. Raccontare cosa fa realmente una professionista del benessere, quanto investe nella propria formazione e quale valore può generare in termini di prevenzione, educazione e qualità della vita.

Il programma - prima parte

Ad aprire la giornata sono i saluti istituzionali, affidati a Luce Meola, Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità della Lombardia, a sottolineare fin da subito il valore pubblico e sociale dell’iniziativa. La conduzione è affidata ad Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis, che accompagna i diversi interventi mantenendo il filo tra scienza, esperienza e pratica professionale.

La prima parte del convegno entra nel merito del tema centrale: la pelle come linguaggio.
Si parte con lo sguardo delle istituzioni, grazie all’intervento di Guido Bertolaso, Assessore al Welfare della Regione Lombardia, per poi passare al contributo medico e scientifico delle dermatologhe Sandra Lorenzi e Adele Sparavigna, che approfondiscono come la pelle e i suoi annessi – unghie comprese – raccontino molto più di quanto si creda.

Il focus si sposta poi su condizioni spesso sottovalutate come lipedema e linfedema, con l’intervento di Gisberto Caccia, che evidenzia il ruolo dell’estetista come figura in prima linea, capace di intercettare segnali precoci e orientare correttamente la persona. A completare questa prima sezione, il contributo di Umberto Borellini, cosmetologo e psicologo, che porta l’attenzione sul legame profondo tra pelle, emozioni e percezione di sé, e una testimonianza diretta, quella di Diana De Marchi, che restituisce concretezza e umanità ai temi trattati.

in foto il programma del convegno "la bellezza che fa bene" che ha l'obiettivo di definire il suolo sociale dell'estetista tra le istituzioni.

Il programma - seconda parte

Dopo il coffee break, il convegno riprende con un momento speciale: la presenza di Alex Gezzi e del suo Teatroscienza, uno spettacolo dedicato alla pelle che unisce divulgazione, narrazione e coinvolgimento emotivo, aprendo uno spazio di riflessione non convenzionale ma estremamente efficace.

La seconda parte del programma amplia ulteriormente lo sguardo, portando il tema della prevenzione e dell’ascolto dei segnali anche sul piano sociale. Donatella Meucci e Marina Topini, del Soroptimist Club Milano alla Scala, presentano il Progetto Sentinelle nelle professioni contro la violenza, mostrando come alcune figure professionali possano diventare punti di osservazione e supporto fondamentali.
Segue l’intervento di Maria Assunta Zanetti, dell’Università di Pavia, che approfondisce l’importanza di saper cogliere i segnali per promuovere consapevolezza, e la testimonianza di Daniela Madaghiele, estetista, che riporta il discorso alla pratica quotidiana e al vissuto professionale reale.

La giornata si conclude con uno spazio dedicato agli interventi dal pubblico, a ribadire che il senso dell’incontro non è solo informare, ma creare dialogo e partecipazione. Il coordinamento è affidato a Ester Luisa Lanfranchi, componente del Consiglio per le Pari Opportunità della Lombardia, e a Brigida Stomaci, Presidente di Unione Benessere CNA Lombardia, a suggellare il legame tra professione, istituzioni e responsabilità collettiva.

Un convegno indipendente

La Bellezza che fa Bene è un evento indipendente, privo di sponsorizzazioni aziendali o associative. Una scelta precisa, che punta a mantenere il focus su contenuti, visione e responsabilità collettiva.
<< Perché la crescita di una professione non passa solo dalle leggi o dai tavoli tecnici – conclude Brigida Stomaci -, ma anche e soprattutto dalla partecipazione attiva di chi quella professione la esercita ogni giorno>>.

Per maggiori informazioni: 

Tel. 02 67482 374 – 311

iniziativeCPO @ consiglio.regione.lombardia.it

Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.

in foto Rachele Bini, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

Iscriviti alla nostra Newsletter