Le tecnologie in estetica professionale sostituiranno le estetiste? Basta premere un pulsante per ottenere risultati? Come distinguere una macchina sicura da una non conforme?
Sono alcune delle domande affrontate durante una nuova puntata di Pigiama Party Educational, il format dedicato alle studentesse di estetica nato all’interno del progetto LNE Partner School. Ospite della live è stato Fabrizio Salucci, CEO di Q Italy, azienda italiana specializzata nella produzione di tecnologie per l’estetica professionale.
L’obiettivo dell’incontro? Fare chiarezza sui falsi miti che ancora oggi circondano il rapporto tra tecnologia e professione estetica.
Tecnologia ed estetista: chi guida davvero il trattamento?
Uno dei luoghi comuni più diffusi è che il macchinario faccia tutto da solo. Una convinzione che, secondo Salucci, non corrisponde alla realtà.
Le tecnologie moderne vengono progettate per essere intuitive e semplici da utilizzare, ma questo non significa che possano sostituire competenze, esperienza e capacità di analisi.
L’estetista rimane la figura centrale del trattamento: è il professionista che valuta il cliente, ne comprende le esigenze e costruisce il percorso più adatto. La tecnologia, invece, rappresenta uno strumento.
In altre parole: il macchinario supporta il lavoro dell’estetista, ma non prende decisioni al suo posto.
Le tecnologie sostituiranno l'estetista? Un falso mito che dura da decenni
“Da oltre quarant’anni sento dire che le tecnologie sostituiranno le estetiste“, spiega Salucci durante la diretta. Eppure, il settore racconta un’altra storia.
Le apparecchiature sono ormai presenti nella maggior parte dei centri estetici e rappresentano una parte importante dei servizi offerti, ma il valore umano e professionale continua a essere insostituibile.
Il cliente cerca risultati, certo, ma cerca anche consulenza, relazione e personalizzazione. Ed è qui che entra in gioco l’estetista.
Perché le studentesse di estetica hanno paura delle tecnologie?
Chi si avvicina alla professione spesso percepisce i macchinari come qualcosa di complesso o distante. Quando nelle scuole si affrontano argomenti come elettrologia o apparecchiature avanzate, molte allieve si trovano davanti a un mondo completamente nuovo.
Secondo Salucci, questo timore è comprensibile ma superabile attraverso una formazione progressiva.
Alcune scuole oggi introducono le tecnologie gradualmente:
- nel primo anno con strumenti più semplici;
- successivamente con apparecchiature più avanzate;
- fino ad arrivare a tecnologie evolute come radiofrequenza e laser.
L’obiettivo è permettere alle future professioniste di familiarizzare con questi strumenti senza trasformarli in qualcosa di “spaventoso”.
Tecnologie in estetica professionale: come riconoscere un macchinario sicuro e conforme?
Questo è probabilmente uno dei punti più delicati affrontati durante la live. Molte neo-estetiste, una volta terminate le scuole, si trovano a confrontarsi con un mercato complesso fatto di offerte aggressive, promesse di risultati e prezzi particolarmente vantaggiosi. Ma il rischio di commettere errori esiste.
Secondo Salucci, prima di acquistare una tecnologia è fondamentale verificare alcuni elementi:
1. Controllare che la tecnologia rientri nel Decreto 206
Non tutti i macchinari possono essere utilizzati all’interno di un centro estetico. Le apparecchiature consentite sono quelle previste dalla normativa di riferimento.
2. Verificare certificazioni e documentazione tecnica
Tra gli aspetti da controllare:
- marcatura CE;
- scheda tecnica;
- manuale d’uso;
- documentazione completa del prodotto;
- eventuale ente certificatore.
Affidarsi soltanto alle dichiarazioni commerciali può diventare rischioso.
3. Valutare storicità e affidabilità dell’azienda
Un prezzo più basso non equivale necessariamente a un buon investimento. Scegliere aziende strutturate significa poter contare su:
- assistenza tecnica;
- formazione;
- supporto post-vendita;
- continuità nel tempo.
Guarda la live su @lneitalia
Attenzione alle "false occasioni"
Uno degli errori più frequenti, secondo il CEO di Q Italy, è acquistare senza informarsi adeguatamente. Alcune aziende si presentano come produttori pur essendo semplici distributori di apparecchiature importate. Il problema emerge spesso dopo l’acquisto: macchinari non conformi, risultati non mantenuti, difficoltà nei controlli o assenza di assistenza.
Le conseguenze possono essere pesanti:
- investimenti economici persi;
- finanziamenti da continuare a pagare;
- problemi con la clientela;
- impossibilità di utilizzare l’apparecchiatura.
Formazione continua: un investimento, non un costo
Durante la live emerge un concetto chiave: acquistare una tecnologia non basta. Per ottenere risultati servono aggiornamento costante e formazione.
Le tecnologie evolvono rapidamente e anche le competenze devono crescere insieme. Per una giovane estetista, conoscere e comprendere le tecnologie può diventare un vero elemento distintivo nel mercato del lavoro.
Il futuro dell'estetica sarà fatto di persone e tecnologie insieme
Se c’è un messaggio che emerge chiaramente dal confronto è questo: non esiste una sfida tra estetista e tecnologia. Esiste invece una collaborazione.
Le mani dell’estetista, la sua preparazione e la sua capacità di creare una relazione con il cliente restano il cuore della professione. Le tecnologie possono amplificare risultati e opportunità, ma funzionano davvero solo quando dietro c’è competenza.
Perché nel mondo dell’estetica professionale la differenza continua a farla chi utilizza lo strumento, non lo strumento stesso.
Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.


