Cosmoprof 2024

Un viaggio nella dermopigmentazione iperrealistica per un look estremamente naturale – Cosmoprof 2024

a cura di Rossano De Cesaris, make-up & microblading artist e membro del comitato tecnico-scientifico di Les Nouvelles Esthétiques Italia 

Lo scorso 24 marzo nell’ambito di Cosmo Onstage, il palco dedicato alle novità nel panorama beauty “professionale” di Cosmoprof Bologna, ho preso parte ad una conferenza dal titolo Un viaggio nella dermopigmentazione iperrealistica per un look estremamente naturale.
A moderare l’evento la bravissima Valentina Benedetto (fondatrice di Estetispa), mentre ad affiancarmi nello speech erano presenti due dermopigmentiste internazionali quali Judith Ardelean e Katalin Bizinger.
Ognuno ha argomentato il proprio punto di vista su ciò che si intende per dermopigmentazione iperrealistica e relative tips sul come ottenerla.
La mia relazione è stata incentrata interamente sul microblading sopraccigliare, ruotando attorno ai concetti cardine affinché l’effetto risulti il più realistico possibile.
Innanzitutto è opportuno che l’operatore valuti l’idoneità del soggetto, partendo dall’assunto fondamentale che purtroppo il microblading non è la soluzione migliore per tutti. Le caratteristiche strutturali della pelle influenzano notevolmente risultato finale e la resa nel tempo. 

L'effetto "Hairstroke"

L’effetto «pelo a pelo» (detto anche “hairstroke”), conditio sine qua non poter avere delle sopracciglia dalla parvenza naturale, è stato oggetto di un’enorme pubblicità durante gli ultimi anni, generando nei clienti delle false aspettative che spesso vengono disattese per via della pelle inadatta. 
Pertanto, in fase di consulenza è consigliabile fare tabula rasa di tutte le pubblicità ingannevoli (soprattutto attraverso i canali social), spiegando che il suddetto effetto purtroppo non è adatto a tutti. La grana cutanea svolge un ruolo cruciale nella durata e nella definizione del tratto. 
Con i pori dilatati e/o la pelle grassa il trattamento in questione è fortemente sconsigliato. Peraltro la pelle oleosa, essendo più spessa richiede una profondità di inoculazione maggiore e a causa del numero di ghiandole sebacee disperde il colore più facilmente. 
In linea di massima anche sulla pelle senile/avvizzita la tecnica «pelo a pelo» è altrettanto sconsigliata per via dell’irregolarità cutanea. Segni e pieghe verticali darebbero luogo a tratti storti e mal posizionati, tuttavia possono presentarsi delle eccezioni. In alcuni casi, nonostante l’età avanzata, la pelle si presenta piuttosto liscia dove nessuna ruga sarebbe da intralcio alla realizzazione dei singoli tratti. 

Un altro aspetto da considerare attentamente è il fatto che il colore della pelle influenza il risultato finale ed è in stretta relazione con quello dell’inchiostro scelto. La tonalità percepita a guarigione avvenuta è spesso differente da quella osservata dalla boccetta della preparazione colorante prima dell’inoculazione. 
Il risultato è generato dall’unione del pigmento scelto insieme alla colorazione naturale e allo spessore della pelle. Ad esempio nel caso di una pelle scura e olivastra, dove la cute è ricca di pigmenti gialli e blu (giallo + blu = verde), è meglio optare per una tonalità calda di marrone scuro (con nero + rosso/arancio), dribblando l’inconveniente di un eventuale viraggio sul grigiastro.

Per ciò che concerne la disposizione dei peli, è opportuno osservare e saper riprodurre la struttura del sopracciglio del cliente. E’ consigliabile realizzare dapprima i peli lungo il perimetro inferiore e successivamente quelli del perimetro superiore, che si incontreranno in una dorsale situata nel tratto ascendente a circa 2/3 di altezza dello spessore mentre sulla coda è collocata a metà.
Se osserviamo tutte le sopracciglia naturali, notiamo che i peli in prossimità del punto iniziale hanno una direzione talvolta “dritta” oppure appena inclinata verso l’esterno del volto, che man a mano si inclinano sempre più verso il basso. Nell’esecuzione del microblading va assolutamente rispettata la direzione di crescita e la lunghezza dei peli naturali. Inoltre, è bene conferire ai peli delle inclinazioni differenti fra loro (per ottenere un effetto di maggior naturalezza nella visione d’insieme), tracciandone la giusta quantità fin quando si ottiene la densità desiderata.

Spesso capita di ricorrere ad un mix tra la tecnica «pelo a pelo» e quella di «sfumatura». Il discorso è adatto soprattutto a fototipi medio-scuri, dove il solo effetto pelo non riesce a conferire la giusta pienezza e tridimensionalità all’insieme. La tecnica che consente di ottenere un effetto maggiormente realistico contempla la saturazione della dorsale del sopracciglio (effetto irrealizzabile soltanto tramite la tecnica a pelo) e in tal modo viene simulato pittoricamente l’ipotetico groviglio dato dall’incontro fra i peli provenienti dal basso con quelli dall’alto. 

Per maggiori informazioni: 

www.cosmoprof.com

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