LOADING

Type to search

VACUUMTERAPIA: METODO MANUALE E MECCANICO A CONFRONTO | Scopriamone insieme i vantaggi e le differenti modalità di sviluppo….

a cura di Daniela Madaghiele

La pratica “sottovuoto”, che conosciamo con le più frequenti definizioni di massaggio con coppette o vacuum aspirazione, ha origini molto antiche e risale a circa un migliaio di anni fa, quando la medicina cinese se ne avvalse a fini terapeutici in supporto all’agopuntura.

Metodi a confronto

I metodi manuali sono balzati agli onori della cronaca nel 2016, durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro, quando il nuotatore americano Michael Phelps si è presentato ai blocchi di partenza con evidenti cerchi scuri sulle spalle, sostenendo che la pratica della coppettazione lo aiutava a sciogliere le tensioni ed elasticizzare i muscoli.

Oltre alle coppette in vetro, non è inusuale per molti professionisti utilizzare coppette in silicone, in bambù o persino le più esotiche coppette in legno della tradizione colombiana. I vantaggi del metodo manuale risiedono nella possibilità di essere più presenti e proattivi nelle manualità aumentando lo scambio energetico, data la sensibilità del contatto diretto della mano sulla pelle.

La possibilità di lavorare con coppette di diverse dimensioni o diversi materiali, più o meno elastici, offre la potenzialità di raffinare il lavoro raggiungendo punti del corpo più delicati e difficilmente raggiungibili da manipoli di dimensioni maggiori.

I vantaggi del metodo meccanico risiedono invece nella migliore ritmicità del ciclo di aspirazione e pressione, alla base di un perfetto drenaggio e della possibilità di mantenere la stessa qualità operativa anche su molteplici sessioni di lavoro, perché va da sé che… una macchina non può mai essere stanca e offre sempre il medesimo potere di aspirazione!

L’assioma che un professionista riesca a creare un protocollo perfetto con qualsiasi metodo vale anche per la pratica del sottovuoto (manuale e meccanico), tuttavia il cupping manuale è appannaggio soprattutto dei puristi, di chi ha profonde conoscenze del tessuto connettivo e muscolare. Il vero motivo è che calibrare il potere di aspirazione delle coppette è sicuramente più complesso rispetto a impostare un software tecnologico, e sbagliare con questa pratica è sicuramente più impattante che non sbagliare la manovra con un manipolo “sicuro”.

Lividi, ustioni, rottura di capillari e stiramenti sono i risultati che si possono riscontrare con un lavoro di cupping non perfettamente riuscito.

Comunque, un’arma potente

Aldilà della scelta del metodo manuale o meccanico, rimane il presupposto che il sottovuoto è sicuramente un’arma potente nelle mani di chi vuole realizzare un lavoro tailor made di rimodellamento corporeo.

Il metodo si presta a trattare tutti i tipi di cellulite secondo una modalità riabilitativa che ben si sposa al concetto di naturale longevità della bellezza. Se questo non bastasse, la coppettazione è la scelta ideale anche in combinazione con altre tecnologie in istituto o con trattamenti di medicina estetica e chirurgica.

Sessioni specifiche di preparazione per “ammorbidire” tessuti troppo sclerotizzati, “drenare” nel post intervento, “ricompattare” svuotamenti strutturali sono ottime argomentazioni per rendere il nostro lavoro insostituibile per le clienti e indispensabile affiancamento all’operato di medici estetici e chirurghi.

Condivi su: