in foto la rappresentazione del consiglio di stato sospende esami di abilitazione di estetista

Riforma dell’estetica: il Senato rallenta. Il DDL 1619 potrebbe essere riscritto

Secondo quanto riportato nel resoconto ufficiale della 9ª Commissione permanente del Senato del 16 giugno 2026, il testo base della riforma delle professioni dell’estetica e dell’acconciatura potrebbe essere oggetto di modifiche incisive e della predisposizione di una nuova formulazione.
Si tratta di un passaggio che merita particolare attenzione da parte delle estetiste, delle scuole di formazione, delle associazioni di categoria e delle imprese del settore.
Perché la riforma che molti consideravano ormai avviata verso la fase conclusiva dell’iter parlamentare è oggi, nei fatti, ancora aperta e modificabile.

Come siamo arrivati fin qui

Il Disegno di Legge n. 1619, presentato al Senato nel 2024, nasce con l’obiettivo di aggiornare la Legge 1/1990, la norma che da oltre trentacinque anni disciplina la professione di estetista.
Nel corso dell’esame parlamentare il provvedimento è stato assunto come testo base dalla Commissione competente.
Parallelamente è stato abbinato il Disegno di Legge n. 1807, anch’esso dedicato alla revisione delle professioni del comparto estetico.

Negli ultimi mesi la Commissione ha svolto audizioni, approfondimenti tecnici e confronti con i diversi soggetti interessati.
Un percorso articolato che ha evidenziato quanto sia complesso intervenire su una professione che coinvolge aspetti formativi, sanitari, imprenditoriali, occupazionali e di tutela del consumatore.

Le questioni al centro della riforma dell'estetica

Tra i temi affrontati dai disegni di legge figurano:

  • aggiornamento della professione di estetista;
  • introduzione di nuove figure professionali;
  • percorsi di formazione e qualificazione;
  • ruolo del responsabile tecnico;
  • attività svolta presso il domicilio del cliente;
  • contrasto all’abusivismo;
  • sistema sanzionatorio;
  • tutela della sicurezza del consumatore;
  • rapporti tra Stato e Regioni nella definizione degli standard professionali.


Questioni che avranno effetti diretti sul futuro della professione e sull’organizzazione dell’intero comparto.

I 37 emendamenti depositati

Nel corso dei lavori parlamentari al testo base sono stati presentati 37 emendamenti.

Le proposte di modifica intervengono su aspetti particolarmente rilevanti della riforma e testimoniano come il dibattito sia tutt’altro che concluso.

L’esistenza di un numero così significativo di emendamenti evidenzia la presenza di differenti valutazioni sul futuro assetto normativo della professione. 

Il passaggio chiave del 16 giugno

La svolta arriva durante la seduta della 9ª Commissione permanente del Senato del 16 giugno 2026.
Nel resoconto ufficiale si legge:

Il Presidente comunica che i Dicasteri competenti hanno fatto ulteriori approfondimenti sul disegno di legge n. 1619, assunto quale testo base, a cui sono stati presentati 37 emendamenti. Poiché è emersa l’esigenza di apportare modifiche incisive, potrebbe essere preferibile la presentazione di un nuovo testo, a cui riferire gli emendamenti.

Si tratta di una dichiarazione particolarmente significativa. La Commissione non ha infatti avviato l’esame puntuale degli emendamenti depositati, ma ha preso atto della necessità di valutare possibili interventi sostanziali sul testo base.
In termini pratici significa che l’attuale formulazione del DDL potrebbe non essere quella destinata a proseguire il proprio percorso parlamentare.

Cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Gli atti ufficiali confermano che sono stati svolti ulteriori approfondimenti da parte dei Dicasteri competenti. Non risultano invece, ad oggi, pubblicamente disponibili eventuali note tecniche, osservazioni o valutazioni che abbiano contribuito a determinare tale orientamento.
Resta quindi da comprendere:

  • quali aspetti del provvedimento siano attualmente oggetto di ulteriori verifiche;
  • quali modifiche siano considerate necessarie;
  • se la Commissione deciderà di procedere con un nuovo testo;
  • quali effetti avranno gli approfondimenti svolti dai Ministeri competenti.


Si tratta di elementi che potrebbero incidere in modo significativo sull’evoluzione della riforma.

Il confronto istituzionale con il settore

Nel corso dei mesi anche Les Nouvelles Esthétiques Italia ha avuto modo di confrontarsi direttamente con le istituzioni, associazioni di categoria e scuole di formazione.
Durante un incontro presso il Senato con il senatore Renato Ancorotti, primo firmatario del DDL, e con il senatore Gianpietro Maffoni, relatore del provvedimento, la nostra redazione e il Centro Studi Esthetimedia Group hanno condiviso osservazioni tecniche riguardanti l’evoluzione della professione, la formazione, la tutela del consumatore, il ruolo dell’estetista qualificata e le prospettive di sviluppo del settore.
Le questioni affrontate in quella sede rappresentano temi che oggi continuano ad essere al centro del dibattito parlamentare.

L’evoluzione dei lavori della Commissione conferma come tali argomenti richiedano ulteriori approfondimenti e una valutazione attenta delle possibili conseguenze per professionisti, imprese, scuole e consumatori.

La riforma non è ancora scritta

Ad oggi una cosa appare chiara. La riforma della professione estetica non è conclusa. Il DDL non è stato approvato dalla Commissione.
Non è stato trasmesso all’Aula del Senato. Non è stato inviato alla Camera dei Deputati.
I contenuti definitivi della futura normativa non sono stati ancora determinati.
E la stessa Commissione ha riconosciuto la possibilità di intervenire con modifiche significative o con una nuova formulazione del testo.
Qualora si procedesse in questa direzione, il contenuto finale della riforma potrebbe risultare sensibilmente diverso rispetto all’impostazione originaria.

Un passaggio che riguarda l'intero settore

Per questo motivo è fondamentale che professionisti, scuole, associazioni e imprese continuino a seguire con attenzione gli sviluppi dei lavori parlamentari.
Le decisioni che verranno assunte nei prossimi mesi avranno infatti effetti diretti sulla formazione, sull’accesso alla professione, sull’organizzazione delle imprese e sugli standard richiesti agli operatori del settore.
Mai come oggi il confronto tra istituzioni e mondo professionale appare necessario per costruire una riforma moderna, equilibrata e capace di valorizzare il patrimonio di competenze sviluppato dall’estetica professionale italiana.

Il ruolo di Les Nouvelles Esthétiques Italia

Da quasi cinquant’anni Les Nouvelles Esthétiques Italia racconta l’evoluzione della professione, della formazione e del mercato dell’estetica professionale.
Anche in questa fase continueremo a svolgere il nostro ruolo di osservatore indipendente, approfondendo documenti, atti parlamentari e posizioni istituzionali per offrire ai professionisti informazioni verificate, contestualizzate e utili alla comprensione dei cambiamenti in corso.
Nelle prossime settimane Les Nouvelles Esthétiques Italia avvierà un approfondimento dedicato all’analisi dei documenti parlamentari disponibili, degli emendamenti depositati e delle eventuali nuove formulazioni che dovessero emergere nel corso dei lavori della Commissione.

L’obiettivo è contribuire a un confronto informato e costruttivo sul futuro della professione, mettendo a disposizione dei professionisti strumenti di comprensione e lettura di una riforma destinata a incidere sul settore per molti anni.

Perché il futuro della professione estetica merita attenzione, competenza e partecipazione.
E oggi, più che mai, il confronto è ancora aperto.

Co-founder e Direttore Generale di Esthetimedia Group. Opera da oltre 25 anni nel settore dell’estetica e del benessere professionale. Si occupa principalmente di ricerca e analisi di mercato, studio dell’evoluzione del settore e sviluppo di progetti editoriali e informativi dedicati agli operatori professionali.

in foto Stefano Pennati, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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