in foto un'estetista che pensa ad aprire un secondo centro estetico.

Aprire un secondo centro estetico: cosa cambia sotto il profilo normativo?

Per molte titolari di centri estetici, aprire un secondo centro estetico rappresenta il naturale sviluppo di un’attività consolidata. Più clienti, un team in crescita e una domanda sempre maggiore possono infatti spingere verso l’espansione del business.

Ma cosa cambia davvero dal punto di vista normativo? È possibile gestire due centri mantenendo la stessa struttura aziendale? Si perde automaticamente la qualifica di impresa artigiana? E quali obblighi devono essere rispettati?

Sono domande sempre più frequenti, soprattutto in un settore che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di imprese organizzate su più sedi.

La legge non vieta di aprire una seconda sede

Partiamo da un punto fondamentale: nessuna norma impedisce a un’estetista o a un’impresa che esercita l’attività di estetista di aprire un secondo centro estetico.

La Legge 4 gennaio 1990, n. 1, che disciplina l’attività di estetista, non pone limiti al numero di sedi operative. L’espansione dell’attività è quindi possibile, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa. In altre parole, aprire una seconda sede non richiede una nuova abilitazione professionale, ma comporta nuovi obblighi organizzativi e amministrativi.

Ogni sede deve avere un responsabile tecnico

L’aspetto più importante riguarda la presenza del responsabile tecnico. La normativa stabilisce che per ogni sede in cui viene esercitata l’attività debba essere individuato un responsabile tecnico in possesso della qualificazione professionale prevista dalla legge.

Questa figura può coincidere con il titolare, con un socio partecipante al lavoro, con un familiare collaboratore oppure con un dipendente qualificato, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa. Il responsabile tecnico deve garantire la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività, assicurando il rispetto delle disposizioni che regolano l’esercizio della professione.

Di conseguenza, se un’impresa gestisce due centri aperti contemporaneamente, una sola persona non può essere fisicamente presente in entrambe le sedi nello stesso momento. Per questo motivo, nella pratica, ogni centro deve poter contare su un proprio responsabile tecnico.

Aprire un secondo centro estetico: cambiano anche gli adempimenti amministrativi

L’apertura di una nuova sede non riguarda soltanto gli aspetti professionali. Ogni centro deve essere regolarmente autorizzato attraverso la presentazione della pratica al SUAP del Comune competente e l’avvio dell’attività deve rispettare le procedure previste dalla normativa regionale e comunale.

Occorre inoltre verificare:

  • la conformità urbanistica e catastale dei locali;
  • i requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa regionale;
  • il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro;
  • gli adempimenti relativi alla prevenzione incendi, ove richiesti;
  • la corretta iscrizione presso la Camera di Commercio.


Anche se l’impresa rimane la stessa, ogni sede costituisce un’unità locale che deve essere comunicata agli enti competenti.

Si perde la qualifica di impresa artigiana?

È uno dei dubbi più ricorrenti. La risposta è no: l’apertura di una seconda sede non comporta automaticamente la perdita della qualifica di impresa artigiana.

La qualifica continua infatti a dipendere dai requisiti previsti dalla Legge n. 443/1985, in particolare dalla partecipazione personale, professionale e prevalente dell’imprenditore all’attività dell’impresa.

Naturalmente, con la crescita dell’azienda aumenta anche la complessità organizzativa. Se nel tempo il ruolo della titolare dovesse trasformarsi esclusivamente in quello di amministratrice o investitrice, senza più partecipare in modo significativo all’attività professionale, sarà necessario verificare se continuino a sussistere tutti i requisiti richiesti per mantenere la qualifica artigiana.

Si tratta però di una valutazione che deve essere effettuata caso per caso.

Un'organizzazione più complessa

Aprire un secondo centro significa anche ripensare il modo di gestire l’attività. Occorre definire responsabilità, procedure operative, sistemi di controllo, gestione del personale e standard qualitativi uniformi tra le diverse sedi.

In molti casi il cambiamento più significativo non riguarda la normativa, ma il ruolo della titolare, che passa progressivamente dall’essere la professionista che esegue personalmente i trattamenti a quella che coordina persone, processi e strategie aziendali. È un’evoluzione naturale, ma richiede competenze manageriali sempre più solide.

Crescere con consapevolezza

L’espansione di un centro estetico rappresenta un’importante opportunità di sviluppo, ma richiede una pianificazione attenta.
Prima di aprire una seconda sede è consigliabile confrontarsi con il proprio consulente fiscale, con un professionista esperto in materia societaria e, se necessario, con il SUAP e la Camera di Commercio territorialmente competenti, così da verificare gli adempimenti richiesti e la struttura più adatta al proprio progetto.

La normativa, infatti, non ostacola la crescita delle imprese del settore estetico. Chiede però che questa avvenga nel rispetto dei requisiti professionali, organizzativi e amministrativi previsti dalla legge. Conoscere queste regole permette alle imprenditrici di trasformare un progetto di espansione in una crescita solida, sostenibile e conforme alla normativa.

Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.

in foto Rachele Bini, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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