in foto in primo piano, uno smartphone che fotografa il 42° congresso di lne italia.

Il Congresso raccontato: voci, spunti, riflessioni

Due giorni, un palco, e un settore che si guarda allo specchio, letteralmente. L’11 e il 12 ottobre, il Crowne Plaza Milano Linate si è riempito di camici, stand tecnologici e capannelli di addetti ai lavori che si fermavano a discutere tra una conferenza e l’altra. Il 42° Congresso di Les Nouvelles Eshtétiques a IBL – Innovation Beauty Lab 2026 non è stato la solita fiera di settore: è stato il momento in cui l’estetica italiana ha ammesso, pubblicamente, che il mestiere sta cambiando pelle. 

Oltre l’estetica: perché il settore sta cambiando

“Oltre l’Estetica: trasformazioni biologiche, evoluzione del consumatore e ridefinizione del valore”. Il titolo scelto per questa edizione sembrava uno di quei claim che si dimenticano appena usciti dalla sala. E invece no: è stato il filo rosso che ha attraversato ogni intervento, ogni stand, ogni conversazione a bordo caffè. Il messaggio, ripetuto in mille sfumature diverse, è sempre lo stesso: il centro estetico che si limita a “trattare” un problema ha già perso la sfida. Chi lavora in cabina oggi deve saper leggere, prima ancora di intervenire.

La cliente è cambiata: dall’inestetismo alla persona

“La pelle non si tratta, si interpreta.” Se dovessimo scegliere una sola frase per raccontare questa edizione di IBL, sarebbe questa, pronunciata durante la sessione scientifica “Nuove fisiologie, nuove manifestazioni cutanee”, uno dei momenti più seguiti del congresso.
Ad aprire i lavori la ginecologa Rossella Nappi, dell’Università di Pavia, che ha gettato le basi scientifiche dell’intera sessione: come le transizioni ormonali femminili riscrivano, in profondità, il modo in cui la pelle reagisce e invecchia. A raccogliere il filo, il cosmetologo Umberto Borellini, che ha tradotto quella fisiologia in pratica cosmetologica, sua la frase manifesto dell’intera giornata. Sul fronte dermatologico, il professor Antonino Di Pietro ha portato lo sguardo medico sulla stessa pelle, affiancato da Sara Farnetti. A chiudere la sessione, Valeria Dubini, con una relazione che ha spostato il discorso dall’infiammazione cronica alla lettura più ampia della cute come specchio dello stato di salute generale.

Il motivo per cui questi interventi hanno colpito così tanto il pubblico in sala è semplice: una cliente in transizione ormonale non ha “più rughe”. Ha una pelle che sta vivendo un vero terremoto interno: infiammazione, perdita di tono, alterazione dell’omeostasi cutanea, e trattarla come una qualsiasi altra pelle matura è, semplicemente, un errore.

Scienza, tecnologia e formazione: le nuove competenze dell’estetista

Capire tutto questo, però, richiede strumenti che non si imparano sfogliando un catalogo prodotti. Ed è qui che il congresso ha toccato il suo nervo più scoperto: il gap, ancora enorme in molti casi, tra ciò che si insegna nelle scuole e ciò che il mercato oggi pretende da un’estetista.
Tra le realtà degli enti di formazione accreditati UNEFA, con il presidente Dario Campagnola, su tutti, la domanda rimbalzava sempre uguale: quanti percorsi includono già nozioni di pro-aging, di pelle in transizione ormonale, di dialogo con la medicina estetica? E quanti, invece, insegnano ancora un mestiere che il mercato ha già superato?
Tra le new entry di questa edizione, da segnalare la presenza di ETU, rappresentata da Chiara De Meo: un ingresso che amplia ulteriormente il fronte delle realtà associative territoriali chiamate a confrontarsi, per la prima volta su questo palco, con le stesse domande sulla formazione continua che agitano l’intero settore.

Due campionati, due modi di misurare il talento: CIM e CISEP

Se c’è un modo per toccare con mano lo stato della professione in Italia, a IBL ce ne sono stati addirittura due, diversi per pubblico, format e contenuto tecnico.
Domenica 11 ottobre, il palco è stato delle professioniste: il Campionato Italiano Massaggi (CIM) ha ospitato la sua tappa milanese riservata esclusivamente a estetiste già qualificate, tecniche aziendali e docenti. Ogni concorrente ha portato la propria tecnica, drenaggio linfatico, maderoterapia, Kobido, lifting visage, o protocolli personalizzati, su viso o corpo, libera nella scelta ma giudicata su parametri severi: precisione tecnica, manualità, postura, coerenza del protocollo. Qui non si premia chi “spettacolarizza”: vince chi dimostra padronanza.

Lunedì 12 ottobre è toccato invece alle scuole: la finale del CISEP – Campionato Italiano Scuole Estetica Professionale, alla sua quarta edizione, ha messo in gara undici istituti da tutta Italia, rappresentati dalle proprie allieve dell’ultimo anno. A differenza del CIM, qui la prova pratica è identica per tutte le squadre, un trattamento viso illuminante, ma non si ferma alla tecnica: ogni squadra ha dovuto affrontare anche un confronto diretto con la giuria su dermatologia, cosmetologia, check-up cutaneo, marketing e tecniche di vendita. Il livello era altissimo, e non è un complimento di circostanza: guardare ragazze ancora alle prese con gli esami finali muoversi con quella sicurezza, anche davanti ai giudici, lascia pensare che il futuro della professione sia in buone mani.
È anche un indicatore prezioso per chi guarda al settore dall’esterno: il CISEP è di fatto l’unico osservatorio reale su come le diverse scuole italiane preparano le nuove leve, messe a confronto fianco a fianco, sullo stesso tema, con gli stessi criteri di giudizio, un termometro che nessun’altra fiera di settore offre.

Dal trattamento alla consulenza: cambia il valore del professionista

Il secondo grande spostamento riguarda il modo in cui l’estetista racconta, e vende, il proprio lavoro. Ne ha parlato con chiarezza Katia Anna Calabrò, consulente di marketing e comunicazione per il beauty: il listino prezzi, per esempio, non è più un elenco di servizi imbarazzante da mostrare, ma quella che ha definito una vera “postura imprenditoriale”. Comunicare il proprio valore senza vendere vergogna, senza rincorrere il difetto da correggere a ogni costo, è diventata una competenza tanto strategica quanto saper eseguire un trattamento.

E qui entra in gioco anche la tecnologia gestionale, che al congresso ha avuto un peso tutt’altro che marginale. Beautycheck, il gestionale di Infolan presentato da Riccardo Casali, scelto ormai da oltre 4.000 centri estetici in Italia, non è più percepito come un semplice software per gli appuntamenti: è diventato lo strumento attraverso cui un centro organizza, legge e fa crescere il proprio lavoro quotidiano, dalla gestione degli incassi fino al marketing. Il dato stesso, oggi, è parte del mestiere quanto le mani dell’estetista.

Sul fronte prodotto, Q Italy, con Fabrizio Salucci, ha portato al IBL – Innovation Beauty Lab la propria proposta per il mercato professionale, mentre 2G Beauty Communications, rappresentata da Gennaro Gioiello, ha confermato quanto la comunicazione e l’immagine di un brand siano ormai parte integrante della strategia commerciale di un’azienda del settore, tanto quanto la qualità del prodotto stesso.

in foto il palco del 42° Congresso di lne italia

Due realtà che mi hanno colpito tra gli stand

Girando tra gli espositori, ci sono alcune proposte commerciali che vale la pena raccontare, perché danno la misura di quanto il concetto di “estetica professionale” si sia allargato.

IPC Method, con Daniela Pierotti, porta in cabina un approccio che parte da un presupposto semplice ma spesso trascurato: molti inestetismi nascono da squilibri alimentari e metabolici, non solo da fattori estetici isolati. Il loro metodo unisce un integratore brevettato a un percorso educativo sull’alimentazione, pensato per lavorare in sinergia con i trattamenti in cabina, un esempio concreto di quanto l’estetica stia spostando il confine verso un approccio più olistico, dentro-fuori.
Gehwol porta a IBL una storia che pochi si aspetterebbero in un congresso di estetica del viso e del corpo: nata in Germania nel 1868, è oggi alla settima generazione familiare, ed è leader internazionale nella cura professionale del piede, creme, solette, prodotti per calli e duroni, distribuiti in oltre 60 Paesi. La sua presenza ricorda un pezzo di mercato spesso sottovalutato: la cura del piede resta, a tutti gli effetti, un capitolo importante, e redditizio, dell’estetica professionale.

Legge 1/90 e futuro della professione estetica

Non poteva mancare, tra i tavoli di lavoro, un richiamo alla cornice normativa che regola ancora oggi la professione: la Legge 1/90. Trentacinque anni portati, diciamolo, non benissimo. Mentre il mestiere si allarga verso competenze sempre più scientifiche e consulenziali, il suo inquadramento legale resta fermo a un’epoca in cui tutto questo semplicemente non esisteva. Un tema destinato, con ogni probabilità, a tornare con ancora più forza nelle prossime edizioni.

Cosa portiamo a casa dal 42° Congresso e da IBL - Innovation Beauty Lab

Se c’è un’immagine che racconta davvero lo spirito di questa edizione, è quella di due giornate consecutive, entrambe giocate sullo stesso filo: da un lato le mani già esperte delle professioniste del CIM, dall’altro le scuole del CISEP che mettevano alla prova le proprie allieve non solo sulla tecnica, ma sulla capacità di parlare come vere professioniste.

A pochi metri di distanza, Nappi, Borellini, Di Pietro e Dubini discutevano di transizioni ormonali, Calabrò spiegava come comunicarle senza vergogna, Grazioli presentava un nuovo modo di gestire una Spa, mentre tutte le realtà dimostrano quanto il perimetro dell’estetica professionale si sia allargato, dal metabolismo alla punta dei piedi. Un settore che cresce su più binari insieme: la tecnica che si tramanda e si perfeziona, e la cultura che si aggiorna.

IBL 2026 lascia in eredità un compito preciso a tutti, estetiste, scuole, aziende: continuare a costruire ponti. Tra scienza e cosmesi, tra tecnica e consulenza, tra chi insegna il mestiere e chi lo userà domani. Chi saprà muoversi su questo terreno con curiosità, senza fermarsi alla superficie, avrà già in mano le chiavi dell’estetica professionale che verrà.

Isabella Scuderi è scrittrice e autrice, specializzata in viaggi e bellezza. Collabora con testate e brand internazionali, raccontando esperienze di lusso, innovazioni beauty e tendenze del settore con uno stile raffinato e sensoriale. Come testimone ai principali eventi di bellezza, porta una prospettiva esperta e ispirazionale, combinando approfondimento giornalistico e storytelling visivo. Inviata speciale di Les Nouvelles Esthétiques Italia.

in foto isabella scuderi, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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