in foto delle persone che partecipano a un congresso. il riferimento è al congresso di Les nouvelles Esthétiques Italia.

A chi è rivolto il 42° Congresso di Les Nouvelles Eshtétiques Italia e perché partecipare

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Una delle domande che ci sentiamo fare più spesso, quando si parla del Congresso Les Nouvelles Esthétiques Italia, è molto semplice: «Ma è un evento adatto a me?»
La risposta dipende da che cosa ci si aspetta da una manifestazione professionale.

Se si cerca soltanto una sequenza di dimostrazioni, di prodotti da vedere o di trattamenti da replicare il giorno dopo, probabilmente il Congresso non è il posto giusto. Il Congresso nasce con un obiettivo più ampio: mettere in relazione le persone che lavorano nell’estetica, nella formazione, nel wellness e nella beauty industry con i cambiamenti che stanno modificando il settore.
Ed è proprio per questo che non esiste un solo “professionista ideale” al quale rivolgersi.

A chi è rivolto il Congresso

Il primo pubblico, naturalmente, è quello delle estetiste e dei professionisti dell’estetica. Titolari di centri, collaboratrici, responsabili, professionisti con esperienza e giovani che stanno costruendo il proprio percorso. Ma non è necessario trovarsi tutti nello stesso punto della carriera per avere una ragione per partecipare.

Per chi gestisce un centro estetico, il Congresso può rappresentare un momento per fermarsi a osservare il mercato da una prospettiva più ampia: come stanno cambiando le aspettative delle clienti? Quali competenze stanno diventando centrali? Come si sta trasformando il concetto di valore? E, soprattutto, come può cambiare il ruolo dell’estetista?

Per chi lavora ogni giorno in cabina, il valore può essere diverso. Significa incontrare professionisti, ascoltare esperienze, aggiornarsi, mettere in discussione alcune convinzioni e tornare al lavoro con nuove domande, non necessariamente con una lista di protocolli da applicare.

Ci sono poi gli studenti e i giovani professionisti, ai quali il Congresso può offrire qualcosa che spesso manca nei percorsi formativi: la possibilità di entrare in contatto diretto con un settore molto più ampio di quello che si incontra sui banchi di scuola.

E naturalmente c’è tutto il mondo che ruota attorno all’estetica professionale: formatori, aziende, operatori del wellness e delle Spa, professionisti della comunicazione e del management. Perché oggi i confini tra questi mondi sono sempre più permeabili.

Perché partecipare?

La ragione più importante, dal mio punto di vista, è una: per capire il contesto nel quale lavoriamo.

Il settore dell’estetica sta cambiando rapidamente. Cambiano i consumatori, cambiano le aspettative, cambiano i linguaggi e cambia il rapporto con la tecnologia. Anche la domanda di benessere si sta evolvendo e, con essa, il ruolo dei professionisti che lavorano sulla persona.

Di fronte a questi cambiamenti è possibile continuare a fare ciò che si è sempre fatto. Oppure è possibile cercare di capire che cosa sta succedendo. Il Congresso nasce per la seconda strada.

Per questo abbiamo scelto di costruire un programma che non mettesse al centro soltanto il trattamento, la macchina o il prodotto, ma i fenomeni che stanno cambiando il modo di lavorare.

Parleremo di consumatore, di scienza, di nuove fisiologie, di valore, di evoluzione professionale. Cercheremo di mettere insieme competenze diverse perché è proprio dall’incrocio tra discipline differenti che, spesso, arrivano le riflessioni più interessanti.

Non tutto ciò che si ascolta a un Congresso deve necessariamente diventare una decisione immediata. A volte il risultato più utile è uscire da una sala con una domanda che prima non ci eravamo mai posti.

Il valore del confronto

C’è poi un altro aspetto che considero fondamentale: incontrarsi di persona. Viviamo in un settore nel quale è facilissimo informarsi. Abbiamo corsi online, video, social network, webinar, podcast, newsletter. Abbiamo accesso a una quantità di contenuti che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile.

Ma informarsi e confrontarsi non sono la stessa cosa. Un Congresso permette di ascoltare punti di vista differenti, fare domande, incontrare persone con esperienze diverse dalla propria e, in molti casi, scoprire che un problema che pensavamo fosse solo nostro è invece condiviso da molti altri professionisti.

È anche uno dei motivi per cui il networking non dovrebbe essere considerato una parola da programma evento. È una parte concreta dell’esperienza professionale. Conoscere una persona, iniziare una conversazione, scambiarsi un contatto, raccontarsi come si lavora: sono tutte occasioni che possono avere un valore che va molto oltre le due giornate del Congresso.

Non serve arrivare con tutte le risposte

Credo che sia importante anche chiarire una cosa. Non è necessario partecipare al Congresso perché si ha già un piano preciso di crescita professionale. Non bisogna arrivare con un progetto pronto, né con l’idea di dover necessariamente trovare una risposta a ogni problema. A volte è sufficiente essere curiosi.

Essere disponibili ad ascoltare una voce diversa dalla propria. Entrare in una sala per un tema che magari non si considera ancora prioritario. Visitare uno spazio espositivo. Fermarsi a parlare con un collega. Ascoltare un intervento scientifico. Scoprire una prospettiva che fino a quel momento non avevamo considerato.

Il valore di un appuntamento professionale, infatti, non si misura soltanto da ciò che si riesce a portare immediatamente nel proprio lavoro. Si misura anche da quanto riesce ad allargare il modo in cui guardiamo al nostro lavoro.

Il Congresso come momento di settore

È questo, in fondo, il senso del 42° Congresso Les Nouvelles Esthétiques Italia.

Un luogo nel quale una comunità professionale può fermarsi, osservare ciò che sta accadendo e provare a interpretarlo. Perché il settore dell’estetica non è fermo. E se cambia il settore, inevitabilmente cambia anche il professionista che ci lavora.

Partecipare al Congresso significa quindi dedicare due giornate non soltanto alla propria formazione, ma anche alla propria capacità di leggere il presente e immaginare il prossimo passo. Ed è un esercizio che, indipendentemente dal ruolo che si ricopre oggi, può essere utile a chiunque abbia scelto di lavorare in questo mondo.

Co-founder e Direttore Generale di Esthetimedia Group. Opera da oltre 25 anni nel settore dell’estetica e del benessere professionale. Si occupa principalmente di ricerca e analisi di mercato, studio dell’evoluzione del settore e sviluppo di progetti editoriali e informativi dedicati agli operatori professionali.

in foto Stefano Pennati, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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