Un riconoscimento istituzionale per la qualità della vita
L’inserimento di questi trattamenti rappresenta il riconoscimento istituzionale di un bisogno reale: accompagnare le persone in terapia oncologica non solo dal punto di vista clinico, ma anche nel loro benessere fisico ed emotivo. Interventi estetici specifici e sicuri contribuiscono ad alleviare alcuni effetti collaterali delle terapie, a migliorare il rapporto con il proprio corpo e a contrastare il senso di isolamento che spesso accompagna il percorso di cura.
APEO: “Dignità e attenzione alla persona nella sua interezza”
«Parlare di estetica oncologica significa parlare di qualità della vita, dignità e attenzione alla persona nella sua interezza», sottolinea Valter Andreazza, Segretario Generale di APEO. «Questo provvedimento offre un sostegno concreto ai pazienti lombardi e dimostra come un approccio integrato alle cure possa fare la differenza».
Lombardia apripista nell’umanizzazione delle cure in estetica oncologica
La Lombardia si conferma una delle regioni più avanzate sul fronte delle politiche sociosanitarie, adottando un modello che supera una visione esclusivamente clinica della malattia e mette al centro la persona. Un’impostazione che, secondo APEO, potrebbe diventare un riferimento anche per altre regioni italiane.
Guarda la Live “Oltre la pelle: incontro con la Psicologa” su Instagram: @lneitalia
Il ruolo dell’Ordine del Giorno e della IX Commissione
Determinante per il raggiungimento di questo risultato è stato l’Ordine del Giorno, approvato all’unanimità, presentato dalla Consigliera Regionale Claudia Carzeri, che chiedeva l’inserimento dei trattamenti di estetica oncologica tra le misure di supporto previste dal bando regionale.
Il percorso è proseguito con l’audizione di APEO in IX Commissione Sanità di Regione Lombardia, avvenuta lo scorso febbraio, grazie alla disponibilità del Presidente Emanuele Monti.
«Avevo preso un impegno con una malata oncologica», racconta Claudia Carzeri. «Laura oggi non c’è più, ma ho continuato a lavorare perché credo che questi trattamenti siano un dovere delle istituzioni: dignitosi, umani e necessari per chi affronta ogni giorno la malattia».
«Questo risultato è un tassello fondamentale nel processo di umanizzazione delle cure», spiega Emanuele Monti. «È frutto di un lavoro portato avanti nel tempo, in dialogo costante con il terzo settore e i territori».
L’impegno di APEO per il futuro dell’estetica oncologica
APEO conferma infine il proprio impegno nella promozione di standard professionali elevati, formazione certificata e collaborazione con il sistema sanitario e sociosanitario, con l’obiettivo di rendere l’estetica oncologica una componente strutturale dei percorsi di cura.
«Il dialogo tra istituzioni e terzo settore può produrre risposte efficaci e innovative», conclude Andreazza. «Continueremo a lavorare affinché l’estetica oncologica sia riconosciuta come uno strumento essenziale di supporto e accessibile a un numero sempre maggiore di pazienti».
Rachele Bini
Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia


