in foto un barattolino di vetro con dentro delle microplastiche

SOS microplastiche: dal 2027 il primo stop nei cosmetici

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Anche se in questo momento il futuro della cosmetica è tutt’altro che prevedibile, forse possiamo provare ad analizzare la direzione che stiamo prendendo. La comunità scientifica in questo momento si sta muovendo su due fronti:

Queste due motivazioni si compenetrano. Attualmente le autorità di Irlanda, Finlandia, Grecia e Svezia sono le più attive nella produzione di studi e indagini sugli ingredienti cosmetici, e propongono l’eliminazione di numerose sostanze. Le industrie cosmetiche, se non sono d’accordo, possono costruire un impianto di difesa nei confronti dell’ingrediente, attraverso i governi o i consorzi di categoria, ma non è detto che questa difesa vada a buon fine e talvolta non sarebbe nemmeno saggio intraprenderla. Prendiamo ad esempio la questione microplastiche.

Microplastiche: che cosa sono?

La parola Microplastiche è apparsa per la prima volta nel 2004, in un articolo scientifico intitolato Lost at sea: where is all the plastic? pubblicato nella rivista Science. Gli autori dell’articolo tentavano per la prima volta nella storia, una stima della quantità di particelle del diametro inferiore a 2 micrometri (2 millesimi di millimetro) presente negli oceani, essendo così i pionieri di un nuovo settore di ricerca sull’inquinamento globale, dando inizio a studi più approfonditi e specifici.

Sono dovuti passare 20 anni per assistere ad una vera e propria azione sul piano pratico, ma in questi due decenni, la parola microplastiche è entrata nel nostro vocabolario. Nel 2023 è stata compiuta la prima grande manovra di consapevolizzazione di massa nei confronti delle microplastiche, attraverso una legge che le vieta, e prevede un’agenda precisa che terminerà nel 2035, per eliminarle definitivamente dal mercato.

Perché sono pericolose per la salute globale? 

Quando le microplastiche vengono ‘liberate’ vengono in vari modi assorbite dal nostro corpo causando pericolose patologie primarie o derivate.

  • Pericolo da ingestione e inalazione: Vengono assunte tramite cibo, acqua e aria, potendo entrare nel corpo attraverso il tratto gastrointestinale e i polmoni.
  • Tossicità per passaggio agli organi: Le particelle più piccole possono attraversare la barriera ematologica ed essere assorbite da organi come polmoni, fegato, sangue e persino il cervello, con potenziale impatto anche sul sistema cardiovascolare.
  • Trasporto di sostanze tossiche: Assorbono inquinanti presenti nell’ambiente, come pesticidi, metalli pesanti e altri composti chimici, rilasciandoli una volta all’interno del corpo.
  • Rischio per il sistema cardiovascolare: La loro presenza nelle placche aterosclerotiche è associata a un aumento del rischio di infarto e ictus, probabilmente rendendo le placche più fragili.
  • Interferenza con processi biologici: Una volta assorbite dall’organismo possono causare infiammazioni croniche, squilibri ormonali (agendo come interferenti endocrini) e alterazioni del microbiota intestinale.
  • Trasporto di batteri e geni di resistenza: Le microplastiche possono ospitare e trasportare batteri resistenti agli antibiotici, aumentando il rischio di infezioni farmacoresistenti difficili da trattare.

 

Questa azione, nei confronti delle microplastiche è doverosa perché la percezione attuale del cosmetico, soprattutto da parte delle nuove generazioni ha completamente perso il carattere di parsimonia legato alla scarsità sia economica che di reperibilità del secolo scorso. Se per le nonne possedere un Fard (si lo chiamavano così e non Blush) era già un lusso, oggi le nipoti ne hanno un’intera palette.

Come la legge sulle microplastiche ci toccherà nel breve termine?

Entro il 2027 nessun detergente a risciacquo potrà più contenere microplastiche, che tradotto in parole povere significa che tutti gli shampoo, i bagnoschiuma, le mousse, e i latte, gel o foam detergente, intimo, viso, corpo e per bambini, andranno riformulati.

Confrontandomi con alcuni cosmetologi alle prese con questa sfida, ho capito che al momento una vera soluzione ancora non è stata trovata. I detergenti senza microplastiche fanno fatica ‘a stare in piedi’, si dividono, ovvero la parte cremosa si separa da quella acquosa impedendo all’emulsione di rimanere omogenea. Rispetto al caso TPO qui la portata è immensa, colpisce tutti, in tutti i settori, in tutte le distribuzioni, dal supermercato all’estetista, e credetemi in questo momento vengono pianificate le produzioni dei cosmetici che troveremo negli scaffali a settembre 2026, quindi la questione è molto più vicina di quanto si possa pensare. 

Immagine di Anna Guerra

Anna Guerra

Manicurist & Beautician per clientela internazionale luxury. Conduce ricerca e innovazione di prodotti e protocolli per il trattamento di mani, piedi e unghie, collaborando con brand del settore. Negli ultimi vent’anni ha sviluppato metodologie avanzate per condizioni ungueali e cutanee complesse, integrando fisiologia, selezione materiali,  standard operativi tecnici e relazionali, eccellenza e longevità del risultato, ridefinendo il vertice del lusso.

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