in foto un estetista nel suo centro estetico. Rappresenta il RENTRI, il sistema rifiuti a cui non deve più sottostare l'estetista eil tatuatore.

RENTRI: estetiste e tatuatori esclusi dall’obbligo di iscrizione

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Buone notizie per migliaia di professionisti dell’estetica e del tatuaggio. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato una serie di emendamenti alla legge di bilancio che ridisegnano il perimetro dei soggetti obbligati a iscriversi al Rentri, il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti promosso dal Ministero dell’Ambiente.

Con il via libera arrivato nei giorni scorsi a Palazzo Madama, estetisti e tatuatori – insieme a consorzi individuali e collettivi e ai piccoli imprenditori agricoli – escono ufficialmente dal novero delle imprese obbligate all’iscrizione alla piattaforma Rentri e al pagamento del relativo canone annuo.

RENTRI: cosa cambia con la legge di bilancio

Il Rentri nasce con l’obiettivo di digitalizzare la gestione e la tracciabilità dei rifiuti, sostituendo progressivamente registri cartacei e adempimenti frammentati. Tuttavia, fin dall’inizio, il sistema ha mostrato una criticità evidente: l’obbligo di iscrizione anche per soggetti che, per legge, sono già esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico.

Una contraddizione che ha generato confusione, costi e proteste da parte delle associazioni di categoria.

Gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio – presentati dal Gruppo delle Autonomie, dopo un primo stop e un successivo cambio di posizione di Governo e relatori – intervengono proprio su questo nodo, riallineando la disciplina del Rentri al Testo Unico Ambientale.

Il punto chiave Rentri: cosa riguarda estetiste e tatuatori

Per centri estetici, tatuatori e altre attività professionali non organizzate in forma d’impresa, la normativa ambientale già prevede una deroga agli obblighi più onerosi di tracciabilità.

In concreto:

  • non è obbligatoria la tenuta del registro di carico e scarico;

  • la tracciabilità dei rifiuti, inclusi quelli pericolosi, può essere assolta attraverso la conservazione dei formulari o dei documenti di conferimento;

  • i documenti devono essere conservati per almeno tre anni.

Nonostante questa deroga, la disciplina del Rentri aveva comunque imposto l’iscrizione alla piattaforma e il pagamento del contributo annuo. Un adempimento definito da molte associazioni come un costo senza reale utilità operativa.Con la modifica approvata, estetiste e tatuatori non saranno più tenuti ad accreditarsi al Rentri, eliminando un obbligo che per le micro-attività era già scattato lo scorso 15 dicembre.

Un risultato atteso

La revisione del perimetro dei soggetti obbligati era stata peraltro caldeggiata dallo stesso Ministero dell’Ambiente, ma inizialmente bloccata durante l’iter parlamentare per motivi procedurali. Il via libera arrivato in Commissione Bilancio segna quindi un cambio di passo e risponde alle richieste di semplificazione avanzate da tempo dai settori coinvolti.

Sul piano giuridico, l’esclusione diventerà effettiva con l’approvazione definitiva della legge di bilancio, ma l’impatto per le piccole attività artigianali e professionali è immediato, perché chiarisce un obbligo che stava già generando incertezza e costi.

Rachele Bini

Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia

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