Le microplastiche nei cosmetici tornano al centro del dibattito. Dal 2027 entreranno infatti in vigore le prime restrizioni europee che interesseranno numerosi prodotti a risciacquo, aprendo una fase di profonda trasformazione per l’industria cosmetica e per il settore dell’estetica professionale.
Ma cosa cambierà davvero? E soprattutto, c’è motivo di preoccuparsi?
Durante l’ultima live sul profilo instagram di Les Nouvelles Eshtétiques Italia, la cosmetologa ed esperta di certificazioni Barbara Catozzi ha fatto chiarezza su un tema spesso raccontato con toni allarmistici.
Cosa sono le microplastiche nei cosmetici?
Quando si parla di microplastiche non si fa riferimento soltanto ai classici granuli o ai glitter già eliminati da molti prodotti. La normativa europea adotta una definizione molto più ampia, che comprende diversi polimeri utilizzati nelle formulazioni cosmetiche come addensanti, stabilizzanti e agenti texturizzanti.
Tra gli ingredienti maggiormente coinvolti figurano sostanze come Acrylates Copolymer, Nylon e alcuni derivati semisintetici della cellulosa, ancora presenti in numerosi detergenti, shampoo, balsami e prodotti per il make-up.
Perché l'Europa le sta vietando?
Un punto fondamentale emerso durante la diretta riguarda la sicurezza. Le microplastiche interessate dalle nuove restrizioni non vengono eliminate perché considerate tossiche per l’uomo, ma per il loro impatto ambientale.
Il problema principale è la scarsa biodegradabilità: queste sostanze possono persistere nell’ambiente per lunghi periodi contribuendo all’accumulo di particelle plastiche negli ecosistemi.
L’approccio dell’Unione Europea segue il cosiddetto principio di precauzione: in caso di dubbi sulla sostenibilità ambientale di un ingrediente, si preferisce limitarne l’utilizzo in attesa di ulteriori verifiche scientifiche.
Quali sono le conseguenze per il settore estetico?
Le aziende saranno chiamate a riformulare numerosi prodotti. Un processo tutt’altro che semplice: modificare una formula significa ripetere test di stabilità, sicurezza, conservazione e compatibilità con il packaging. In molti casi equivale a sviluppare un prodotto completamente nuovo.
Per estetiste e centri estetici il consiglio è quello di monitorare attentamente le scorte, confrontarsi con i fornitori e mantenere alta la formazione professionale per comprendere in anticipo le evoluzioni normative.
Microplastiche: nessun allarme, ma preparazione
Le prime scadenze riguarderanno i prodotti a risciacquo dal 2027, mentre il comparto make-up sarà coinvolto successivamente, con ulteriori tappe previste fino al 2029.
La parola chiave, quindi, non è preoccupazione ma preparazione. La cosmetica professionale sta entrando in una nuova fase, in cui sostenibilità ambientale, innovazione formulativa e aggiornamento professionale diventeranno sempre più centrali.
Vicedirettrice di Les Nouvelles Esthétiques Italia
Giornalista, caporedattrice di LNE School, la “ragazza delle live” su @lneitalia. Racconta il mercato dell’estetica professionale e della formazione, osservandone evoluzioni e dinamiche con uno sguardo di matrice sociologica. Unisce rigore giornalistico e capacità di sintesi, rendendo accessibili anche i temi più tecnici. Lettrice compulsiva, trova storie ovunque: anche nelle etichette degli shampoo.


