Estetista: professione o mestiere? L’estetista è una professione regolamentata dallo stato: eppure, ogni anno migliaia di estetiste completano il proprio percorso formativo e la confusione dilaga…
PERCHÉ L’ESTETISTA NON È UN MESTIERE, MA UNA PROFESSIONE?
La legge nazionale definisce l’identità professionale dell’estetista, il titolo abilitante e le responsabilità verso la tutela della salute pubblica, come riconosciuto anche dalla giurisprudenza costituzionale (Corte cost., sent. n. 245/1990), le cui decisioni hanno valore vincolante e chiariscono definitivamente come la legge deve essere applicata. Alle Regioni è attribuito un ruolo esclusivamente attuativo, limitato all’organizzazione dei corsi di formazione e delle prove d’esame, secondo quanto già integralmente stabilito dalla legge statale.
La professione di estetista appartiene all’ordinamento pubblico; l’impresa appartiene alla sfera economica e non può mai diventare il criterio che ne definisce l’identità.
Quando questo assetto non è chiaro, nasce l’equivoco più diffuso nella categoria. Ogni anno migliaia di estetiste completano la formazione, superano l’esame statale e ottengono l’abilitazione prevista dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1, per poi chiedersi: “Adesso cosa faccio: l’artigiana o la professionista?”. In realtà, l’estetista è già una professionista, così come definita dalla legge. Ciò che resta da scegliere non riguarda l’identità, ma esclusivamente la forma di impresa attraverso cui esercitare la professione di estetista: artigiana o commerciale, individuale o societaria.
Dal 4 gennaio 1990, con l’entrata in vigore della legge nazionale, l’estetista cessa di essere un mestiere e diventa a tutti gli effetti una professione regolamentata. Il mestiere si fonda sull’esperienza pratica e sulla libera trasmissione del saper fare; la professione, invece, presuppone un titolo abilitante riconosciuto dallo Stato, un percorso formativo obbligatorio, un esame finale e responsabilità dirette verso la persona e la salute pubblica.
L’esercizio della professione è inoltre subordinato al rispetto di requisiti strutturali e igienico-sanitari, sottoposto alla vigilanza degli enti competenti e assistito da un sistema di sanzioni poste a tutela della professione e della salute pubblica. Da quel momento, non è più sufficiente “saper fare estetica” per esercitare: occorre essere abilitate secondo regole nazionali uniformi, sottoposte a controlli, requisiti e sanzioni. È questo passaggio che segna la differenza definitiva: l’estetista non opera più come esecutrice di prestazioni, ma come professionista qualificata, il cui esercizio professionale è regolato nell’interesse generale e non lasciato alla libera iniziativa individuale.
ESTETISTA: PROFESSIONE O MESTIERE? UNICAMENTE PROFESSIONE
In conclusione, l’estetista è una professionista regolamentata dallo Stato, il cui esercizio è consentito solo all’interno di un’impresa iscritta al Registro delle imprese e soggetta a requisiti, controlli e sanzioni. La professione è una sola – non cambia mai; cambia solo l’organizzazione dell’impresa che ne consente l’esercizio. Questo assetto non limita la professione: la tutela, perché preserva il valore pubblico della qualifica, protegge la salute delle persone e garantisce standard uniformi di esercizio.
Angelica Pippo
Estetista professionista italiana, titolare dell’Epil Beauty Center di Rimini e Presidente Nazionale di Confestetica, l’associazione di categoria degli estetisti professionisti in Italia.


