in foto una calcolatrice che stà a significare chi paga davvero il 5anno di estetica nel nuovo ddl estetiste.

DDL estetiste: il terzo dubbio. Chi paga davvero il quinto anno?

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Nel testo unificato dei DDL 1619 e 1807, uno dei percorsi per conseguire la qualifica abilitante di responsabile tecnico prevede, dopo quattro anni di formazione IeFP, un ulteriore anno di attività lavorativa verificabile, a tempo pieno, presso un’impresa di estetista.

Un anno che, inevitabilmente, ha anche un costo. Chi lo sostiene?

Non è soltanto uno stipendio

Quando una titolare inserisce una giovane estetista nella propria attività, non sostiene soltanto il costo della retribuzione e dei contributi.
C’è il tempo dedicato all’affiancamento. C’è la necessità di riorganizzare il lavoro del centro. C’è una professionista esperta che, almeno nella fase iniziale, dovrà sottrarre tempo alle proprie attività per seguire la nuova collaboratrice. Ci sono prodotti, cabine e apparecchiature messi a disposizione. E c’è una produttività che cresce gradualmente con l’esperienza.

Sono aspetti che ogni imprenditrice conosce bene.

Il centro estetico diventa parte della formazione?

Il testo parla di attività lavorativa “verificabile”. Ma se quell’anno diventa il passaggio necessario per ottenere la qualifica di responsabile tecnico, è inevitabile porsi alcune domande.

L’impresa sarà soltanto il datore di lavoro? Oppure diventerà, di fatto, parte del percorso di crescita professionale? Chi seguirà la giovane estetista? Chi stabilirà quali competenze dovrà acquisire? Chi verificherà la qualità dell’esperienza maturata? E quale responsabilità concreta sarà attribuita alla titolare?

L’esperienza in azienda è fondamentale. Ma occorre chiarire dove termina il ruolo dell’impresa e dove inizia quello del sistema pubblico nella verifica e nella certificazione delle competenze.

Sul valore e sulle responsabilità attribuite al responsabile tecnico è utile anche l’approfondimento dedicato alla nuova disciplina del responsabile tecnico temporaneo.

Una domanda anche per le associazioni

CNA e Confartigianato hanno espresso apprezzamento per il percorso di riforma, sottolineando l’importanza di modernizzare il settore e sostenere le imprese. Una posizione già ricostruita nell’analisi dedicata al DDL Ancorotti 1619 e alle richieste delle associazioni artigiane.

Quale sarà l’impatto economico e organizzativo del quinto anno sui centri estetici?

Sono previsti strumenti di sostegno? Incentivi o agevolazioni?

Regole precise per l’affiancamento? Garanzie per le imprese che contribuiscono alla crescita delle future responsabili tecniche?

Oppure il costo ricadrà interamente sui centri estetici?

Sono domande legittime, soprattutto considerando che il settore chiede da tempo una riforma capace di rappresentare realmente le esigenze delle professioniste e delle imprese, come emerge anche dall’indagine nazionale raccontata nell’articolo Legge 1/90: che cosa vogliono davvero le estetiste italiane?.

Chi finanzia davvero il quinto anno?

Investire sui giovani è fondamentale. Nessuno mette in discussione il valore della formazione e dell’esperienza sul campo.

Ma una riforma dovrebbe considerare anche il punto di vista di chi ogni giorno tiene aperta un’impresa, crea occupazione e contribuisce alla preparazione delle future professioniste.

Il quinto anno può rappresentare un investimento per l’intero settore. Chi lo finanzierà davvero: lo Stato o le imprese?

DDL Estetiste. Il futuro della professione: scenari e scelte possibili

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Co-founder e Direttore Generale di Esthetimedia Group. Opera da oltre 25 anni nel settore dell’estetica e del benessere professionale. Si occupa principalmente di ricerca e analisi di mercato, studio dell’evoluzione del settore e sviluppo di progetti editoriali e informativi dedicati agli operatori professionali.

in foto Stefano Pennati, autore degli articoli su les nouvelles esthétiques Italia

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