L’ESTETISTA, UNA SENTINELLA NELLA PREVENZIONE DEI TUMORI CUTANEI

Estetica e cosmetica oncologica: facciamo chiarezza
16 Settembre 2019

Come per molte altre forme tumorali, la prevenzione e la diagnosi precoce sono le armi migliori per combattere il melanoma, tumore della pelle considerato fino a poco tempo fa raro ma la cui incidenza negli ultimi vent’anni è aumentata di oltre il 4% all’anno in entrambi i sessi.

 

In Italia i dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) parlano di circa tredici casi di melanoma ogni centomila persone, con una stima che si aggira attorno a 3150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2850 tra le donne. Oggi sappiamo che per combattere il melanoma e gli epiteliomi cutanei, tumori della pelle più frequenti ma meno aggressivi, è fondamentale ridurre alcuni fattori di rischio (prevenzione primaria) e individuarne precocemente la presenza sulla pelle (prevenzione secondaria).

L’estetista può diventare un utile supporto sia nella prevenzione primaria sia nella secondaria, consigliando al cliente di adottare stili e comportamenti di vita salutari che riducano la possibilità d’insorgenza di tumori cutanei e suggerendo un consulto dermatologico in caso di nei o macchie “sospette” della pelle osservate durante i trattamento estetici.

 


Sì al sole, ma con la giusta attenzione!


LA PREVENZIONE PRIMARIA

L’esposizione solare apporta molteplici benefici all’organismo, ma può provocare anche danni alla pelle sia a breve sia a lungo termine. Le‹radiazioni solari UVA e UVB raggiungono la terra e non sono trattenuti dalle nuvole, dal cielo grigio o dai vetri, per cui se la cute non è protetta adeguatamente possono provocare invecchiamento precoce e aumentare l’incidenza di tumori cutanei.

I raggi UVC, essendo assorbiti dallo strato di ozono presente nell’atmosfera, non raggiungono la superficie terrestre ma il buco nell’ozono ha ridotto questa capacità di filtrare le radiazioni. Conoscere l’azione di questi raggi sulla pelle è fondamentale per potere prevenire i tumori della cute e il photoaging. Gli UVA sono presenti tutto l’anno, anche nelle giornate nuvolose, e rappresentano circa il 95% della radiazione ultravioletta che arriva sulla superficie terrestre. Penetrano in profondità fino al derma, sono presenti a tutte le latitudini ed essendo la causa principale della produzione dei radicali liberi possono alterare le cellule e provocare danni che si evidenziano nel tempo come il fotoinvecchiamento, le allergie solari (rossori, prurito, dermatite solari), i disturbi del pigmento (cloasma e macchie) e lo sviluppo di tumori della pelle. I raggi UVB costituiscono invece il 5% delle radiazioni ultraviolette che arrivano sulla terra. A diƒerenza degli UVA, colpiscono gli strati più esterni della pelle e sono responsabili dell’abbronzatura ma anche di eritema e ustioni solari. Dobbiamo ricordare che l’eritema solare è una manifestazione infiammatoria della pelle dovuta a eccessive e prolungate esposizioni al sole, si manifesta con arrossamento, prurito, rossore diƒuso mentre l’ustione solare è un danno della cute causato da un’esposizione troppo prolungata e/o senza adeguata protezione che si manifesta con intenso rossore, brividi di freddo, febbre, fino alle bolle.

Numerosi studi dimostrano la correlazione tra eritema e ustioni nei bambini e negli adolescenti e l’aumentata incidenza del melanoma (tumore più aggressivo della pelle) nell’adulto, mentre il sole cronico provocherebbe la comparsa di precancerosi (cheratosi attiniche) e tumori NMSK (Non Melanoma Skin Cancer) o epiteliomi.


La scelta della crema solare più adatta andrà valutata
attentamente dall’operatrice del benessere in base al fototipo del cliente.


Attraverso la sensibilizzazione del proprio cliente all’utilizzo di una fotoprotezione adatta al tipo di pelle, al tempo e al luogo dell’esposizione (latitudine e altitudine) e mediante un preciso consiglio sulle modalità d’applicazione del filtro solare, l’estetista può diventare un’importante alleata nella prevenzione primaria dei tumori cutanei. La scelta della crema solare più adatta andrà quindi valutata attentamente dall’operatrice del benessere e il fattore di protezione (SPF) sarà scelto innanzitutto in base al fototipo del cliente, ovvero al rischio di andare incontro a scottature dei vari tipi di cute. Ricordiamo che i fototipi sono sei e il più basso è chiaramente a maggior rischio di eritema, il paziente con questa carnagione necessita di un fattore di protezione (SPF) più alto.

• FOTOTIPO I. Capelli rossi o biondi; occhi blu, grigi o verdi; carnagione chiara/chiarissima. Elevata sensibilità agli UV. Si scotta sempre con facilità, non si abbronza mai. SPF: 50+ protezione molto alta.

• FOTOTIPO II. Capelli biondi o castano chiaro; occhi blu, grigi, verdi o nocciola; carnagione chiara. Elevata sensibilità agli UV. Si scotta sempre con facilità, si abbronza poco. SPF: 50 protezione alta.

• FOTOTIPO III. Capelli castani; occhi chiari o marroni; carnagione moderatamente scura. Media sensibilità agli UV. Si scotta sempre moderatamente, si abbronza gradualmente. SPF: 30 protezione medio/alta.

• FOTOTIPO IV. Capelli castano scuro; occhi scuri; carnagione olivastra. Scarsa sensibilità agli UV. Si scotta minimamente, si abbronza sempre rapidamente. SPF: 30-20 medio bassa.

• FOTOTIPO V. Capelli neri; occhi scuri; carnagione bruno-olivastra. Minima sensibilità agli UV. Raramente si scotta, si abbronza intensamente e rapidamente. SPF: 20 medio bassa. Capelli neri; occhi neri; carnagione nera. Nessuna sensibilità agli UV. Non si scotta mai, sempre intensamente pigmentato. SPF: 10-6 bassa.

L’estetista dovrebbe spiegare sempre al suo cliente che la crema protettiva andrebbe applicata almeno trenta minuti prima di esporsi al sole, ogni tre / quattro ore e / o dopo il bagno. Sarebbe ideale inoltre evitare un’esposizione solare nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 16, e ricordare sempre che l’intensità dei raggi solari è potenziata da alcuni elementi come acqua (5%), sabbia (20%), neve (85%) e aumenta progressivamente alle maggiori altitudini e avvicinandosi all’Equatore.


L’estetista attenta può segnalare la presenza di una strana neoformazione
e permettere di individuare più facilmente un melanoma in fase precoce.


LA PREVENZIONE SECONDARIA

Oltre a consigliare gli stili di vita più giusti per ridurre il rischio di comparsa dei tumori della pelle, l’estetista può diventare una vera e propria “sentinella” e innescare il campanello d’allarme nella cliente quando nota un neo “strano” o una macchia cutanea che ha delle caratteristiche diverse dal solito.

Molti trattamenti richiesti negli istituti di bellezza, dal massaggio all’epilazione, portano la cliente a mostrare la propria pelle e non raramente a chiedere un parere su una macchia antiestetica di viso o corpo, oppure su una strana colorazione dell’unghia. Sebbene sia sempre il medico a dovere fare la diagnosi di tumore, l’estetista attenta può segnalare la presenza di una strana neoformazione e permettere di individuare più facilmente un melanoma in fase precoce. Infatti, se il melanoma è ancora sottile (sotto il millimetro) e interessa solo gli strati più superficiali della pelle, basterà solo l’intervento chirurgico per evitare problemi successivi; se diventa più profondo, aumentano chiaramente le possibilità di metastasi. Le caratteristiche del neo “strano”, che può invece essere un melanoma, sono riassunte nella sigla mnemonica ABCDE:

• asimmetria nella forma, un neo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare;

• bordi irregolari e indistinti;

• colore variabile, con sfumature diverse all’interno del neo stesso;

• dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore;

• evoluzione del neo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto. I campanelli d’allarme per i nei nodulari e rialzati sono associati alle lettere EFG, dall’inglese:

• elevation, ovvero elevazione; • firm to touch, ovvero duro alla palpazione;

• growing, ovvero in crescita veloce.

Bisogna infine ricordare che tutte le zone della pelle possono essere sedi di melanoma, compresi il cuoio capelluto, le mucose della bocca, i genitali, le unghie e le zone acrali (mani e piedi), che sono più a rischio le persone con fototipo chiaro, quelle con più di venti nei e che trascorrono lunghe ore al sole o hanno l’abitudine di sottoporsi a sedute di lampada o lettini solari, anch’essi sorgenti di raggi ultravioletti.

 

1. Melanoma nodulare 2. Melanoma amelanotico 3. Melanoma “superficial spreading” 4. Melanoma a di”usione superficiale. Da Dermatologia pratica. Per operatori dell’estetica e del benessere, di Roberto Cavagna.

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